ChiamaPrenota

Category Archive » Luoghi da visitare

Home » Luoghi da visitare
17 - Set - 2019

Spoleto

Spoleto: cosa vedere

Spoleto si estende sul colle Sant’Elia, ai piedi del bosco sacro di Monteluco. Straordinariamente ricca d’arte di ogni epoca e protagonista di eventi prestigiosi, come il Festival dei Due Mondi. Spoleto è tra le città simbolo della cultura internazionale.

Importante centro fortificato degli Umbri, fu colonia romana e poi municipio. Dopo la caduta dell’Impero Romano fu presidiata prima da Teodorico, re dei Visigoti, e poi dai bizantini.

Nel periodo altomedievale fu capitale del Ducato longobardo. Nel 1155 fu conquistata e distrutta da Federico Barbarossa e, dopo una serie di lotte tra guelfi e ghibellini, fu riconquistata dal Cardinale Albornoz che la assicurò alla Chiesa e ne fece un importante centro dello Stato Pontificio.

Il centro storico, accanto a evidenti influssi di epoca romana, mantiene intatta la struttura di epoca medievale. Alle più antiche origini di Spoleto appartengono l’Arco di Druso e Germanico, arco romano che introduceva al foro, il teatro romano e la basilica di San Salvatore, un interessante monumento di origini paleocristiane, patrimonio mondiale dell’UNESCO.

I maggiori monumenti cittadini sono il Duomo, la Rocca Albornoziana, il Ponte delle Torri e il Teatro Romano. Ecco a voi una breve spiegazione di ciascuno di essi:

1) Il Duomo

Il Duomo di Spoleto è uno dei più begli esempi di stile romanico italiano e rappresenta un vero e proprio simbolo della città.

Il Duomo, o Chiesa di Santa Maria Assunta, ha origini molto antiche in quanto venne costruita tra il 1151 e il 1227. La piazza così come la conosciamo oggi prese la sua fisionomia tipica solo nel secolo successivo, quando vennero demoliti una serie di antichi palazzi che occupavano quegli spazi.

Il Duomo venne edificato nel luogo in cui sorgeva un edificio di culto più antico, distrutto qualche decennio prima da Federico Barbarossa.

Consacrato da Papa Innocenzo III nel 1198, il Duomo fu interessato da interventi e modifiche successive ancora per molti secoli. Se l’edificazione si concluse a metà del XIII secolo, abbiamo già detto che la piazza assunse la sua fisionomia attuale a metà del XIV secolo.

Nel corso del 1600, la chiesa fu interessata dal rifacimento degli ambienti interni in stile barocco. L’impianto del duomo stesso andò ad essere completamente rinnovato, con la ricostruzione della navata centrale e di quelle laterali, dell’altare maggiore e di quelli dei transetti.

Nell’alto della facciata a capanna, ornata di rosoni e arcate ogivali cieche, fra i simboli dei quattro evangelisti spicca il grande mosaico bizantineggiante del 1207 il quale raffigura Cristo tra la Vergine Maria e S. Giovanni.

L’interno si presenta a croce latina e a tre navate su pilastri. Da quelle laterali, si aprono varie cappelle che vennero aggiunte solo alla fine del XVIII secolo.

Tra le tante opere di grande pregio artistico del Duomo, troviamo: un affresco con Madonna e Santi di Pinturicchio, il busto in bronzo di Urbano VIII del Bernini, la tomba del pittore Filippo Lippi;

Inoltre, nella Cappella delle Reliquie situata al termine della navata di sinistra, si trova una delle reliquie più preziose legate alla vita di San Francesco di Assisi.

2) La Rocca Albornoziana

 La rocca di Spoleto si erge sulla sommità del colle Sant’Elia, fu edificata dal 1359, per volontà di Papa Innocenzo VI che intendeva ristabilire l’autorità del Pontefice nei suoi territori.

La fortezza prende il nome dal potente Cardinale spagnolo Albornoz, che incaricò la costruzione della Rocca nel 1359. A nord si trova la corte delle Armi, destinata a funzioni militari, a sud la corte d’Onore, con funzioni residenziali e di rappresentanza.
Fino alla metà del Settecento la rocca ospitò i governatori pontifici ed i maggiori personaggi dell’epoca. Nel corso del XVI e XVII secolo ci fu una fase di profondo declino poiché i governatori preferirono trasferirsi all’interno della città e iniziarono le prime manomissioni alla struttura originaria. Nel 1817 divenne sede carceraria ma perdurò fino al 1983, dopo la quale, fortunatamente, fu oggetto di un importante restauro che l’ha riportata agli antichi splendori.
Il restauro ha messo in luce numerose testimonianze pittoriche dal tardo Trecento al Settecento. All’interno della torre maestra trovi la Camera pinta, affrescata tra il 1392 ed il 1416 con scene di argomento cortese e cavalleresco.
Al centro del cortile si trova un pozzo rinascimentale fiancheggiato da due pilastri con mensole, sull’architrave è scolpito lo stemma di papa Niccolò V.
Dai viali che la lambiscono, potrai godere di una splendida visuale su Spoleto, la parte meridionale della Valle Umbra.
Oltre che valenza storica la rocca ha anche una valenza culturale. Infatti all’interno si trova il museo nazionale del Ducato di Spoleto, costituito da materiali provenienti dalle collezioni civiche.

3) Il Ponte delle Torri

 Il suggestivo Ponte delle Torri di Spoleto è una mastodontica opera a dieci arcate che fa da raccordo tra il Colle Sant’Elia e Monteluco. Si tratta di un ponte che ha una lunghezza di 236 metri e un’altezza di circa 90 metri.

L’attraversamento è costituito da una strada ed un canale dell’acqua, sorrette da arcate di pietra. Vi si giunge attraverso una lunga passeggiata panoramica intorno alla Rocca Albornoz di Spoleto, collocata sulla sommità del colle sovrastante.

Sulla datazione esatta della costruzione del ponte non c’è ancora chiarezza, sono in molti a considerare la sua datazione più probabile nel XIV secolo.

È a quell’epoca che il cardinale Albornoz intraprende le sue opere di costruzione. Tuttavia, però, le sue caratteristiche piuttosto tardo-medievali, la sua origine sicuramente anteriore al XIII secolo e l’assenza dei simboli riconducibili al cardinale lungo la costruzione, sembrano propendere per la tesi dell’antecedenza del ponte rispetto all’epoca di Albornoz.

La sua denominazione “Ponte delle Torri” deriva dal latino “pons inter torres”. Tale appellativo gli venne attribuito intorno al XVIII a causa delle due torri che ne sorvegliavano i lati, l’una sul Fortilizio dei Mulini, l’altra in prossimità della Rocca Albornoziana.

Il ponte ha una posizione strategica non indifferente, dominando una vasta area ed essendo collegato alla Rocca e offre una veduta panoramica molto apprezzata, che si apre su una delle zone più verdi e inalterate della zona pre-appenninica a ridosso di Spoleto.

Attraversando il ponte si possono visitare il Fortilizio dei Mulini e la Basilica di San Pietro, oltre ad ammirare la magnifica Rocca Albornoz.

4) Il Teatro Romano

 Il Teatro Romano fu costruito nella seconda metà del I secolo a.C. all’interno della cinta muraria e rimase in uso fino al IV secolo, subendo trasformazioni e restauri. In epoca romana si aprì una profonda spaccatura nella gradinata, forse a causa di un terremoto. Nel 1320 quattrocento Guelfi furono rinchiusi e dopo due anni uccisi, nei corridoi del teatro, usati come carcere. Nel 1395 si insediarono le monache Benedettine e il teatro, ormai interrato, divenne il chiostro del monastero.

Il teatro è edificato su un grande terrazzamento artificiale ed ha un diametro di circa 70 metri, delimitato da un ambulacro semicircolare coperto con volta a botte; da questo si accede, attraverso tre ingressi, alla cavea, sulle cui gradinate occupavano posto gli spettatori.

L’orchestra è lo spazio semicircolare centrale che nei teatri romani era destinato a platea per gli spettatori di riguardo. Quest’area conserva ancora alcune delle lastre di marmo policrome risalenti al IV secolo e provenienti da varie province dell’Impero.

Oggi il Teatro è inserito nel complesso che ospita il Museo Archeologico Statale ed è ancora utilizzato per spettacoli e rappresentazioni varie. Nel periodo estivo, soprattutto in occasione del Festival dei Due Mondi, il Teatro Romano torna alla sua funzione originaria, ospitando spettacoli di teatro e danza.

Cosa mangiare a Spoleto

Tra i ricchissimi piatti della tradizione umbra, tutti presenti nella cucina spoletina, vi è uno che spicca tra tutti: le tagliatelle al tartufo nero.

Le tagliatelle al tartufo sono l’ideale per un primo piatto prelibato e raffinato che delizia i palati più esigenti, grazie all’aroma e al gusto unico del tartufo, fungo sotterraneo pregiato molto amato dagli intenditori. Una pietanza che si prepara in modo semplice e con pochi ingredienti, utilizzando come materia prima il tartufo nero, accuratamente selezionato, la componente principale di questo piatto pregiato.

Il tartufo ha un sapore e un odore molto forte e particolare, per questo motivo questo piatto non è per tutti ma solamente per i palati più raffinati.

Come arrivare a Spoleto in auto

DA NORD: autostrada del Sole A1 (Milano – Napoli), uscire a Valdichiana e prendere poi l’E45 fino all’uscita Spoleto.

DA SUD: autostrada del Sole A1 in direzione Firenze, uscire a Orte, prendere l’E45 in direzione Terni-Perugia-Cesena e uscire a Spoleto.

Arrivando in automobile potrai lasciare la tua vettura in uno dei parcheggi ben segnalati e decidere se iniziare la visita dal basso, o dall’alto della Rocca Albornoziana utilizzando gli ascensori che ti porteranno in cima.

Come arrivare a Spoleto in treno

DA NORD: occorre raggiungere Perugia Ponte San Giovanni e poi la Ferrovia Centrale Umbra per Spoleto.

DA SUD: raggiungere prima in treno Terni e poi prendere la tratta Terni – Spoleto. Per organizzarti ti suggerisco comunque di utilizzare il servizio Viaggia Treno di Trenitalia.

L’aeroporto più vicino a Spoleto è quello di Perugia (circa 35 km), servito però da poche compagnie aeree, altrimenti c’è quello di Firenze che dista 140 km.

Come muoversi a Spoleto

Il centro storico è visitabile tranquillamente a piedi attraverso un sistema di scale mobili che collega i principali parcheggi (Posterna, Ponzianina e Spoletosfera) della città con le vie del centro.

Se rimanete qualche giorno a Spoleto, è più conveniente usare la Spoleto Card che vi consentirà di entrare gratis in 7 musei diversi per 7 giorni usando gratis i mezzi pubblici (linee A, B, C, AC, D, F, G, ML), la navetta che gira per il centro e le circolari. Questa card costa €9.50 e si acquista direttamente nei musei o all’ufficio informazioni turistiche situato in piazza delle libertà.

In alternativa, il servizio Taxi è disponibile h24 ogni giorno

17 - Set - 2019

Spello

Spello: cosa vedere

Allungato su uno sperone del Monte Subasio, il placido borgo umbro di Spello si presenta al visitatore con le sue case colorate di rosa ed è uno dei borghi più belli d’Italia. Tra i suoi vicoli acciottolati e nelle chiese affrescate, Spello conserva i segni della sua lunga storia: romana, longobarda, di papi e signori. Numerosi sono i resti di epoca romana quando Spello era “splendidissima colonia Julia”, come recita un cartello posto sulla facciata del Portonaccio. Di questi secoli di splendore oggi ci restano le mura fortificate romane meglio conservate d’Italia, 3 magnifiche porte di ingresso al borgo, il fitto reticolo di stradine che da maggio a luglio diventano palcoscenico fiorito e raggiungono il culmine con l’Infiorata. Poi c’è il Pinturicchio: il suo passaggio a Spello ci ha lasciato molti capolavori. Prima di tutto la Cappella Baglioni, poi la pala d’altare con la Madonna col bambino in trono nella Chiesa di Sant’Andrea. Dalla Chiesa di Santa Maria Maggiore alle 3 Porte, passando per l’Infiorata, ecco a voi le principali attrazioni di questo meraviglioso borgo:

1) La Chiesa di Santa Maria Maggiore

Fondata nell’XI-XII, la chiesa di S. Maria Maggiore presenta una facciata risalente al 1644 realizzata in occasione dell’ampliamento dell’edificio. Da notare l’architrave, gli stipiti con bel fregio e girali d’acanto del portale.

La chiesa è a croce latina e presenta una navata con copertura a crociera. Nella seconda metà del XVII è stata corredata di ben sette altari e di una ricca decorazione a stucco, sopra i quali ci sono numerose opere.
Lungo la parete sinistra si apre la Cappella Baglioni, commissionata nel 1500 da Troilo Baglioni al Pinturicchio. Il  pavimento è ricco di decorazioni maiolicate di Deruta del.

La cappella è interamente decorata ad affresco dall’artista.
L’altare maggiore è coperto dal ciborio in pietra caciolfa. Nei tondi ci sono otto teste in terracotta raffiguranti antiche divinità. Ai pilastri che fiancheggiano l’abside, sono presenti due opere del Perugino, a sinistra “Pietà, San Giovanni Evangelista, e la Maddalena” e a destra “ Madonna con Bambino, Santa Caterina d’Alessandria e San Biagio”.

2) Le tre Porte romane

Spello ha la cinta muraria di origine romana meglio conservata d’Italia. In questa cinta si aprono diverse porte, delle quali 3 hanno particolare rilevanza. La prima è la Porta Consolare, con tre ingressi, tre statue funerarie e una torre con in cima un ulivo, simbolo del prodotto locale più famoso. Poi c’è la Porta Venere con le Torri di Propezio. Porta Venere era la principale porta d’ingresso a Spello: prende il nome dal ritrovamento di un busto di Venere nel vicino tempio di Fidelia. La porta ha tre archi con ai lati due torri recentemente restaurate e visitabili. La terza invece è la Porta Urbica, alla quale sono legate alcune leggende. La più famosa è forse quella legata al paladino Orlando (tenuto prigioniero in uno stanzone attiguo a Porta Venere) e ai “singolari” simboli presenti sul muro di destra della Porta Urbica da cui si ricaverebbero elementi riconducibili alla sua prestanza. Discordanti però le interpretazioni di quei segni: per alcuni, l’incavo nel muro sarebbe stato prodotto dal veemente cavaliere nell’atto di fare pipì, per altri invece, indicherebbe l’altezza del suo ginocchio.

3) I vicoli fioriti

Se avete mai visto una foto di Spello, probabilmente ritraeva un vicolo o un balconcino fiorito.

Spello ha una grande tradizione nell’uso dei fiori per abbellire che raggiunge il suo culmine con l’Infiorata che si tiene ogni maggio. A giugno e luglio, poi, tutto il borgo entra in competizione per la manifestazione “Finestre, Balconi e Vicoli fioriti” in cui gli abitanti si sfidano ad abbellire con i fiori balconi, vicoli e angoli del borgo. Il risultato è meraviglioso, con angoli davvero suggestivi, profumati e pieni di colore. Una vera delizia per i turisti che in quei giorni passano da Spello.

4) L’Infiorata

L’Infiorata è la manifestazione storico-religiosa che si rinnova ogni anno nel giorno del Corpus Domini (nona domenica dopo la Pasqua). Secondo un’antica tradizione, al fine di onorare il passaggio del Corpo di Cristo portato in processione dal vescovo, le vie e le piazze Spello si riempiono di tappeti e quadri floreali susseguendosi in un lungo percorso di circa 1,5 km.  E’ nella notte che precede la festa religiosa che gli abili infioratori realizzano le loro straordinarie composizioni floreali, sotto gli occhi dei cittadini di Spello che scendono in strada per vedere come quelle opere d’arte prendono forma in un clima di grande allegria e coinvolgimento. Con il tempo l’Infiorata è diventata anche una gara: la domenica mattina, prima della processione, una giuria giudica e premia la migliore infiorata.

Cosa mangiare a Spello

Spello è una delle tante “città dell’olio” umbre. Gli ulivi che crescono a Spello e nei dintorni forniscono uno dei migliori oli extravergine del mondo, che è quindi uno degli ingredienti sempre presenti nei piatti di Spello. La cucina locale è quella classica umbra basata su carni e prodotti contadini: bruschette all’olio o al tartufo, paste caserecce condite con tartufo, lepre e cinghiale. L’Umbria è terra di salumi, eccellenti anche grazie alla vicinanza a Norcia. Molte ricette della tradizione hanno come ingrediente principale i legumi. Ma la vera specialità di questo paesino sono i legumi: i Ceci di Spello (dal seme piccolo e liscio) sono famosi nel mondo, come la risina (una varietà di fagiolo piccolo e bianco dal sapore delicato), e la cicerchia (leguminosa simile ai ceci), tutti protagonisti di gustose zuppe, fresche insalate e stuzzicanti bruschette. Per i vini, indichiamo solo alcuni nomi: Sagrantino di Montefalco, Montefalco rosso, il Grechetto e l’Assisi Doc.

Come arrivare a Spello in auto

da Roma: prendere l’Autostrada A1 nord, in direzione Firenze, uscire a Orte. Prendere la superstrada in direzione Terni e Spoleto. A Foligno, proseguire in direzione Perugia, Cesena. Quando si arriva da nord, seguire la strada per Perugia, poi prendere superstrada per Assisi e Foligno. Spello è l’ultima uscita prima di Foligno.

da Firenze: Autostrada del Sole A1, uscita Valdichiana, prendere la S.S.75bis che costeggia il lago Trasimeno, superata la città di Perugia proseguire in direzione di Foligno, uscita di Spello, seguire le indicazioni per Spello

da Cesena: percorrere la superstrada E45 in direzione Perugia, al bivio di Collestrada proseguire in direzione di Foligno, uscita di Spello, seguire le indicazioni per Spello

Tempi medi di percorrenza:

Ancona – Spello:     1h 50m    – 130 km

Firenze – Spello:     1h 55m    – 180 km

Roma – Spello:        2h 10m    – 175 km

Napoli – Spello:      3h 40m    – 365 km

Milano – Spello:     4h 45m    – 480 km

Come arrivare a Spello in treno

Linea ferroviaria Foligno-Firenze, scendere a Spello. Tutti i treni locali provenienti da Perugia e Foligno si fermano a Spello. I treni a lunga percorrenza da Firenze e Roma a volte si fermano a Spello (controllare gli orari).

Tempi medi di percorrenza:

Ancona – Spello: 2h 00m – 2h 30m

Firenze – Spello: 2h 20m – 2h 40m

Roma – Spello: 2h 00m – 2h 15m

Napoli – Spello: 4h 00m – 4h 15m

Milano – Spello: 5h 40m – 5h 50m

Come muoversi a Spello

Vi proporranno auto, biciclette e persino scooter, ma l’unico modo per vedere bene l’incantevole Spello è a piedi. Girovagando per i vicoli stretti e caratteristici di questa piccola cittadina umbra si potrà davvero godere di tutte le sue peculiarità. Quindi la macchina lasciatela nel parcheggio ai piedi della collina e lasciatevi guidare fin su in cima tra scalette e splendidi vicoli.

17 - Set - 2019

Gubbio

Gubbio: cosa vedere

Gubbio, definita “città grigia“, ha questo soprannome certamente non per il fumo dell’inquinamento, che in questa zona è ai minimi livelli, né per il carattere poco socievole dei suoi abitanti, che invece sono affabili e cortesi, ma per il colore compatto e uniforme dei blocchi di calcare con cui è costruito questo splendido borgo. Gubbio è uno degli insediamenti umbri più antichi, nei secoli ha conservato gelosamente il suo aspetto medievale riflesso sia nella fisionomia degli edifici che nella struttura delle strade. La cittadina è formata da cinque vie parallele situate a diversi livelli e collegate tra loro da gradoni, vicoli e scale; può sembrare una struttura vagamente “labirintica” ma in realtà qui è veramente difficile perdersi.

Gubbio si trova nella parte nord-orientale dell’Umbria, ai piedi del monte Ingino, in provincia di Perugia. Venne fondata dagli antichi Umbri di cui resta memoria in un importantissimo manufatto, le Tavole Eugubine.

Nel 552 i Goti la distrussero e venne poi governata dai Bizantini, nel 592 e dai Longobardi nel 772.

Nell’XI secolo la città diventa un comune libero e inizia un periodo di estrema ricchezza e importanza culturale.

Nel XIV secolo venne posta sotto il dominio dei conti e dei duchi di Urbino. Raggiunse il massimo splendore nel XIV/XV secolo, periodo in cui si arricchì di monumenti e assunse il caratteristico impianto medievale che ancora oggi la caratterizza, grazie alla sua florida attività manifatturiera.

Attualmente è una delle città medievali più belle dell’Umbria e d’Italia grazie alla perfetta conservazione dei monumenti e dell’architettura romana e medievale, vestigia di un glorioso e secolare passato. Ora elenchiamo i monumenti principali:

1) Piazza Grande

Se avete mai visto una foto di Gubbio, probabilmente ritraeva l’armonioso complesso che include Piazza Grande, il Palazzo dei Consoli e quello Pretorio. Cuore pulsante della città, da questa straordinaria piazza si gode uno splendido panorama sulla valle.  Il luogo in cui sorge la piazza non è naturale, non esisteva prima del 1300 quando si decise di costruire un palazzo pubblico in un luogo vicino a tutti i quartieri, come segno di equilibrio e rispetto per le diverse anime della città. Per fare questo, si trasformò questa zona di Gubbio in una piazza “sospesa” che si sostiene con gli archi che si possono ammirare dalla parte bassa di Gubbio. Piazza Grande è il luogo più amato dagli eugubini e dai turisti: qui si vive la vita quotidiana e si svolgono le più importanti manifestazioni civili e religiose della cittadina umbra.

2) Palazzo dei Consoli e Palazzo Pretorio

Il Palazzo dei Consoli è il segno tangibile della potenza della Gubbio del 1300 e del nuovo progetto politico-istituzionale che la città perseguiva. Costruito proprio nel centro della città in modo da essere vicino a tutti i quartieri, il Palazzo dei Consoli domina Gubbio dall’alto dei sui 60 metri.

La facciata gotica  si apre verso la piazza con le sue 6 finestre, la loggia panoramica e il “campanone” che da secoli detta i tempi del borgo. L’interno è molto suggestivo, con la grande Sala dell’Arengo con volta a botte, la cappella palatina, gli affreschi e gli arredi del piano nobile in cui si riunivano i Consoli. Il Palazzo dei Consoli ha un primato storico: è stato il primo palazzo italiano ad avere l’acqua corrente, tubature e servizi igienici, come si può ancora vedere nel corridoio segreto. Oggi il palazzo ospita i Museo Civico di Gubbio con una pinacoteca, una bella collezione di ceramiche.

3) La Fontana dei Matti

Situata di fronte al Palazzo del Bargello, la Fontana dei matti prende l’appellativo dalla città di Gubbio, definita “città dei matti”Secondo un’antica tradizione, c’è la possibilità per un turista di prendere la “patente da matto”. Ma cosa deve fare un turista autonomo qualora volesse prendere questa patente?  Deve compiere tre giri di corsa intorno alla fontana e accettare di essere bagnato con l’acqua diventa cittadino di Gubbio con il titolo di “Matto onorario di Gubbio“, inteso come persona ironica e scherzosa.

Questo è un rito tradizionale che ha avuto origine a Gubbio nel 1880, con un documento nel quale si fa cenno alla patente, ovvero un’onorificenza rilasciata a chi dimostrava di avere i “requisiti” e vedeva per 3 volte consecutive la Festa dei Ceri. Da qui l’usanza di correre intorno alla fontana per 3 volte.

4) Palazzo Ducale

Nel 1384 Gubbio entra nei domini dei Montefeltro. Per la residenza di famiglia vengono scelti dei caseggiati che fronteggiano il duomo, nella parte più alta della città. È Federico a promuovere la ricostruzione del Palazzo in forme rinascimentali.

Unico esempio di architettura rinascimentale in una città prettamente medievale, il palazzo si distingue per la finezza architettonica e la ricercatezza delle decorazioni, specie nei capitelli, nelle mostre di porte e camini che si fregiano degli emblemi di Federico e della casata, consentendo così di circoscrivere il periodo di costruzione tra il 1474 – anno della sua nomina a duca – e il 1482, quando Federico muore. Entro tale data era compiuto in gran parte anche il famoso studiolo, simile a quello del Palazzo di Urbino, rivestito di pannelli. Queste ultime, smontate per volere di Vittoria, ultima discendente dei Montefeltro migrarono prima a Firenze e poi in collezioni straniere. Gli apparati lignei furono venduti nel 1874 al principe Massimo Lancellotti e poi al Metropolitan Museum di New York, dove giunsero nel 1939.

Nel 2009 è stata sistemata nel Palazzo Ducale una pregevole replica. Nelle sale interne, corredate ancora di alcuni originari arredi, è esposta un’interessante raccolta di opere pittoriche che illustrano le principali fasi evolutive della pittura eugubina tra XIII e XVIII secolo.

5) Basilica di Sant’Ubaldo

La basilica di Sant’Ubaldo risale al 1513 ma ha origini molto più antiche, poiché è stata edificata là dove sorgeva una chiesa preesistente.

L’esterno è sobrio ed imponente al tempo stesso. Il portale d’accesso all’intero complesso vi porta in un ampio chiostro in laterizi, con arcate e volte nelle cui lunette si trovano i resti di affreschi cinquecenteschi. I pilastri accanto all’ingresso della chiesa hanno un basamento in marmo, con alcuni dipinti raffiguranti gli stemmi dei Montefeltro, del comune di Gubbio e il Cristogramma.

Si accede invece alla chiesa attraverso cinque porte. Di particolare pregio sono le tre porte centrali in pietra serena scolpita, che presentano ancora i battenti originali in legno intagliato. L’interno della chiesa è a sua volta suddiviso in cinque navate. Predomina alla vista la visione dell’altare maggiore realizzato nel 1884, in stile neogotico con decorazioni in mosaico. Se alzate lo sguardo una volta entrati, al di sopra dell’altare noterete le otto piccole statue raffiguranti i santi legati alla città. Al di sopra, è posta l’urna in cui è custodito il corpo intatto di sant’Ubaldo.

Le belle vetrate presenti nella chiesa raffigurano racconti legati alla vita stessa del santo, oltre a regalare a tutto l’ambiente un’illuminazione ottima. La particolare luce illumina alcuni dipinti databili tra il ‘500 e la seconda metà del ‘600.

Cosa mangiare a Gubbio

Sostanziosa, semplice ma con ingredienti di grande qualità: sono queste le caratteristiche delle cucina eugubina, in linea con la tradizione umbra.

I primi piatti sono quelli storici: zuppe di legumi (farro e lenticchie su tutto),tagliatelle e stringozzi con i sughi di carne e cacciagione. Tra i secondi prevalgono soprattutto i secondi piatti di carne e i salumi. Quando è il periodo giusto, nella cucina riempie gli odori, l’aroma forte e inconfondibile del tartufo bianco e nero, molto diffuso in Umbria e soprattutto nei dintorni di Gubbio. La torta al testo qui viene comunemente chiamata “crescia”. Un piatto fortemente eugubino è invece il Friccò.

Il Friccò

Il friccò all’eugubina è un secondo piatto tipico della regione Umbria ed in particolare della città di Gubbio come suggerisce il nome stesso della ricetta. Si tratta di uno spezzatino di carni miste arricchito con erbe aromatiche, peperoncino a piacere e acciughe. Generalmente per realizzarlo si utilizzano pollo, coniglio e agnello ma potete prepararlo anche con un solo tipo di carne. Esistono anche versioni a base di anatra, oca, faraona o manzo, naturalmente in tal caso sarà necessario regolare diversamente i tempi di cottura. Questo spezzatino può essere anche preparato in bianco, ossia senza l’aggiunta di pomodoro, inoltre potete decidere di condire la carne con aceto di vino bianco in sostituzione del vino o utilizzarli entrambi. Il friccò all’eugubina viene tradizionalmente servito durante le festività natalizie o durante il pranzo della domenica e si accompagna con preparazioni tipiche umbre: la torta al testo o la crescia perfetti per raccogliere il sugo dello spezzatino.

Come arrivare a Gubbio in auto

DA NORD:
Autostrada del Sole A1 Milano-Napoli: si deve uscire ad Arezzo e proseguire in direzione Sansepolcro. A Sansepolcro s’imbocca la E45 fino ad Umbertide per poi deviare in direzione Gubbio.
Autostrada Adriatica A14: si esce a Fano e s’imbocca prima la SS-73BIS / E78 e poi la SP-3 in direzione Gubbio.
Superstrada E45: si percorre fino all’altezza di Umbertide per poi deviare in direzione di Gubbio.

DA SUD:
Autostrada del Sole A1: si esce a Orte e si prosegue lungo la superstrada E45 in direzione di Perugia. All’altezza di Bosco si esce in direzione Gubbio.
Autostrada Adriatica A14: uscita Ancona-Nord. Poi si prosegue per Jesi, Fabriano e da qui si raggiunge Gubbio.

Come arrivare a Gubbio in treno

 La stazione ferroviaria più vicina a Gubbio è Fossato di Vico, chiamata anche Fossato di Vico / Gubbio. Si trova a circa 20 km dalla città. Per raggiungere Gubbio è presente un servizio navetta dalla stazione che vi porterà nella città. Fossato di Vico ha un collegamento diretto con Ancona e Roma Termini. Da Ancona ci vogliono circa 1:15 ore, mentre da Roma ci vogliono 2:30 ore.

Come muoversi a Gubbio

 Gubbio è un gioiello da ammirare e conoscere a piedi. La città si estende su più livelli e così si può tranquillamente visitare sia la parte romana nella piana che la parte medioevale e del ducato nella parte alta della città. Bisogna passeggiare nei vicoli in salita, su per i gradini che conducono verso i principali monumenti della città. Diversi ascensori facilitano la salita e collegano le varie parti della città rendendo l’escursione meno faticosa. Un’altra soluzione potrebbe essere noleggiare un’auto elettrica e muoversi liberamente per la città. Infine, i mezzi pubblici A e B collegano in modo efficiente la città. Scegliete quello che vi aggrada di più, ma se percorrete l’itinerario a piedi, non vi perderete i minimi particolari.

17 - Set - 2019

Foligno

Cosa vedere a Foligno

Foligno è uno dei borghi più caratteristici di questa bellissima regione. Qui il Medioevo ha davvero lasciato delle tracce indelebili perché, ad ogni angolo di strada, potrai trovare le vive testimonianze del suo ricco passato.

Situata a metà strada tra le più note Perugia e Assisi, Foligno è un’ottima meta da scoprire anche per chi ha poco tempo a disposizione! A differenza della maggior parte dei comuni umbri, Foligno è situata in zona pianeggiante, caratteristica che rende la città molto piacevole da visitare in bici o a piedi.

Passeggiate allora nel centro storico, piccolo ma suggestivo e ricco di tesori, seguendo i nostri consigli.

Se vuoi visitare Foligno devi sapere che, per tradizione, questa città viene considerata il “centro del mondo” perché semplicemente Foligno si trova al centro della penisola italiana, a lungo considerata il centro d’Europa, e quindi del mondo.

Anche qui non mancano straordinari monumenti: dal Duomo di San Feliciano a Palazzo Trinci, dal Museo capitolare Diocesano alla Giostra della Quintana. Ecco a voi una breve descrizione delle principali attrazioni turistiche:

1) Duomo di San Feliciano

La cattedrale di Foligno è molto più antica di quello che sembra. La struttura che potete osservare adesso risale al 1133 ma sorge su un edificio più antico, costruito tra il IX e il X secolo d.C.

Come potrete osservare, essa ha un aspetto davvero caratteristico perché ha due facciate.

La facciata principale risale al periodo medievale, ma dopo qualche decennio la chiesa venne allargata rispetto alle dimensioni precedenti. A seguito di questo ampliamento fu possibile realizzare una seconda e più grandiosa facciata laterale che, ancora oggi, sorge su piazza della Repubblica.

Sulla facciata laterale troverai le decorazioni più interessanti. Oltre al bel portale in stile romanico, sulla facciata ci sono alcuni bassorilievi in stile classico che raffigurano Federico Barbarossa, il vescovo Anselmo e i simboli degli evangelisti.

Secondo i documenti dell’epoca, il Duomo di San Feliciano è stato costruito nel luogo in cui il santo fu martirizzato nel 251 d.C. La leggenda vuole che Feliciano sia stato l’evangelizzatore della città, e per questo prima torturato e poi attaccato ad una biga al galoppo fino alla sua morte.

2) Palazzo Trinci

 Dopo aver osservato la bellissima facciata medievale della Cattedrale di Foligno noterai sicuramente che, su piazza della Repubblica, si trova un altro importante edificio.

Si tratta del famoso Palazzo Trinci ed è un’altra delle cose da vedere a FolignoL’entrata di Palazzo Trinci si affaccia proprio su Piazza della Repubblica, al lato del palazzo comunale e accanto alla facciata secondaria della cattedrale.

Si tratta di un’architettura dell’inizio del ‘400 in stile tardo gotico.

Oltre alla bellissima architettura, Palazzo Trinci conserva ancora la sua originale decorazione pittorica tardo medievale. Il palazzo fu infatti decorato da Gentile da Fabriano e le collezioni si dividono tra l’area archeologica e la pinacoteca.

Nella prima parte della visita troverai interessanti reperti provenienti da tutta la zona di Colfiorito, come lapidi con iscrizioni in umbro e statuette antichissime.

Al primo e secondo piano è invece conservata la pinacoteca di Palazzo Trinci, con dei meravigliosi affreschi di varie chiese della zona e conservati qui.

Dalla Domus romana con mosaici alla scala di raccordo tra un palazzo e l’altro, dagli affreschi al passetto che univa il palazzo alla cattedrale, Palazzo Trinci è tutto da scoprire.

La sala delle arti liberali e dei pianeti ti lascerà letteralmente a bocca aperta. Poi c’è il ponte sospeso, la sala dei giganti e la cappella di Ottaviano La bellezza delle decorazioni di questo palazzo ti farà venire voglia di restare qui per sempre.

Insomma, tra le cose da vedere a Foligno non puoi assolutamente mancare l’appuntamento con Palazzo Trinci.

3) Museo Capitolare Diocesano

 Il Museo Capitolare Diocesano si trova in piazza della Repubblica, antica platea magna e cuore pulsante della città di Foligno. Annesso al Duomo di San Feliciano, si inserisce a ridosso del transetto e della navata sinistra, nel Palazzo delle Canoniche che nel 1746 fu radicalmente trasformato. Con il restauro del 1923-26 il palazzo è stato riportato alla forma originaria. Allestito dal 2008 al secondo piano del palazzo delle Canoniche, attualmente conserva circa cinquanta opere provenienti dalla cattedrale e da località della Diocesi. La visita del museo comprende anche la Cripta di San Feliciano, recentemente restaurata. Il percorso del museo è introdotto da una scultura lignea rappresentante il patrono San Feliciano. Il museo espone opere come due ritratti della bottega di Gian Lorenzo Bernini e una copia della Madonna di Foligno di Raffaello. Numerose sono le opere provenienti dal duomo, da chiese cittadine e alcune sculture medievali del territorio. Completano la collezione croci processionali in argento e rame dorato (XIV-XVI secolo), suppellettili liturgiche e numerosi reliquiari già custoditi nella cripta della cattedrale.

4) Giostra della Quintana di Foligno

 Tra le cose da vedere a Foligno c’è anche un evento bellissimo che ogni anno attrae migliaia di turisti da tutta Italia. La città è infatti rinomata per la famosa “Giostra della Quintana”, una rievocazione storica molto suggestiva che ricorda il passato medievale della città. Essa si svolge a giugno e settembre ed è una manifestazione che ricorda il glorioso passato di Foligno dove i rappresentanti dei dieci rioni della città si sfidano in un torneo cavalleresco seicentesco.

I primi documenti storici che testimoniano la presenza di giochi equestri a Foligno risalgono al 1448. Il torneo in questione consiste in una scultura in legno denominata Quintana che raffigura un guerriero che regge anelli di dimensione decrescenti che devono essere infilati dai cavalieri lanciati al galoppo.

La sera che precede la giostrasfila un corteo di circa 1000 figuranti in costume del Seicento attraversa il centro storico di Foligno.

Cosa mangiare a Foligno

Nella tradizione fulignate non ci sono piatti particolarmente diversi dalla cucina di Perugia e Assisi, fatta eccezione per gli spaghetti col rancetto e la fojata.

1) Spaghetti col rancetto

Gli spaghetti col rancetto (spesso e volentieri sostituiti dagli umbricelli) è un piatto popolare alla base della cucina umbra, originario di Foligno e delle campagne circostanti.

Un piatto semplice e sostanzioso, a base di pancetta, pomodori e maggiorana che conferisce alla pasta un profumo e un sapore singolari. Il nome “rancetto” deriva dal leggero sapore di rancido che deve avere la pancetta utilizzata per la preparazione di questo piatto, molto spesso sostituita dal guanciale a causa dell’ovvia associazione con l’amatriciana, molto simile negli ingredienti e nella preparazione.

Come gli altri cibi caratteristici della zona, poco influenzata dalle regioni vicine, si basa su ingredienti semplici e sui prodotti della terra. E’ un piatto essenziale, che esalta nella sua preparazione i sapori delle materie prime. Tipica in Umbria è ad esempio la lavorazione del maiale e la produzione di salumi, come per la pancetta utilizzata per la realizzazione del piatto, in particolare della zona di Norcia.

Gli altri ingredienti “nobili”, come il pomodoro, l’olio extravergine d’oliva e la cipolla, ricorrono spesso nella cucina tipica della regione e sono coltivati e prodotti nel pieno rispetto di una terra quasi incontaminata.

2) La Fojata

Fojata, rocciata, biscio: tre nomi per indicare una specialità della cucina umbra dalle origini lontanissime. È una torta salata arrotolata su se stessa, formata da un sottilissimo involucro di pasta che avvolge una semplice ma saporita farcitura di bietole, spinaci, cicoria e altre verdure a foglia sia dolci che amare, pecorino grattugiato e uova battute.

Consumata generalmente come antipasto o come cibo da strada per snack veloci, si trova in quasi tutte le gastronomie, panetterie e pizzetterie della regione. Molti preferiscono accompagnarla alla carne alla brace o ai prelibati salumi locali, come il salame di cinghiale o di cervo e il lardo di Norcia. Per gustarla appieno deve essere tiepida o fredda, quando le verdure hanno raggiunto la giusta corposità.

Profondamente radicata nella storia del “cuore verde dell’Italia”, è diffusa in varie zone della regione, con qualche differenza negli ingredienti e con appellativi diversi: “fojata” – un termine che deriva probabilmente dalle “foglie” utilizzate per il ripieno.

La sfoglia, senza uova né lievito, è impastata soltanto con farina, acqua, olio d’oliva e un pizzico di sale, lasciando che le verdure siano le assolute protagoniste della golosa torta.

Come arrivare a Foligno

In auto

  • Autostrada del Sole A1: uscita Valdichiana, superstrada E45, uscita di Foligno
  • Da sud: autostrada del Sole A1, uscita di Orte, seguire la superstrada di Orte – Spoleto – Foligno, uscita di Foligno
  • Da Ancona: autostrada Adriatica A14, uscita Civitanova Marche, proseguire in direzione Foligno lungo la S.S.77

Tempi medi di percorrenza:

Ancona – Foligno: 1h 54m – 130 km

Firenze – Foligno: 2h 05m – 187 km

Roma – Foligno: 2h 10m – 170 km

Napoli – Foligno: 3h 42m – 358 km

Milano – Foligno: 4h 55m – 488 km

In treno

  • Da Nord: Linea Firenze – Roma – Fermata di Foligno
  • Da sud: Linea Roma-Orte – Firenze – Fermata di Foligno
  • Dall’Adriatico: Linea Ancona – Foligno – Fermata di Foligno

Tempi medi di percorrenza:

Ancona – Foligno: 1h 40m – 2h 00m

Firenze – Foligno: 2h 20m – 2h 40m

Roma – Foligno: 1h 40m – 2h 00m

Napoli – Foligno: 3h 50m – 4h 00m

Milano – Foligno: 5h 50m – 6h 00m

 Come muoversi a Foligno

Foligno città può essere visitata a piedi o con l’ausilio di navette il cui costo è davvero esiguo (corsa semplice € 0.40; giornaliero € 0.70). Qualora, invece, vogliate spostarvi nelle città vicine e non disponiate di un mezzo proprio potrete avvalervi del servizio di trasporto urbano ed extraurbano effettuato dagli autobus oppure pensare di noleggiare un’auto. In quest’ultimo caso potrete rivolgervi a: Sixt autonoleggio, Avis autonoleggio, Autonoleggi Falcinelli Monia.

17 - Set - 2019

La cascata delle Marmore

Perchè visitare la cascata delle Marmore

La Cascata delle Marmore è un sito naturale dalla bellezza impressionante. Sentieri nel verde, escursioni, attività e uno spettacolare salto di 165 metri capace di emozionare grandi e piccoli! Si tratta, infatti, della cascata più alta d’Italia, tra le più alte di tutta Europa.

Il dislivello complessivo è suddiviso in tre salti, compiuti in successione dalle acque del fiume Velino che in questo modo si getta e confluisce nel Nera. La progressione di salti crea una cornice d’insieme ancora più suggestiva, quasi unica nel suo genere.

Andiamo allora a scoprire insieme le caratteristiche della Cascata delle Marmore, da cosa la rende così speciale alla sua storia secolare che si incrocia ad affascinanti leggende, per poi passare ad informazioni pratiche per una visita alla Cascata e per come ammirarla in tutta la sua bellezza.

Storia

La Cascata delle Marmore è una tappa fondamentale per chiunque decida di visitare le bellezze naturali dell’Umbria.

Come accennato, la cascata è immersa nel cuore della Valnerina, all’interno dell’area del Parco Fluviale del Nera.

Il Parco Fluviale del Nera comprende una zona di grande pregio ambientale oltre che d’impatto scenografico, che da Ferentillo arriva al Lago di Piediluco e appunto alla Cascata, seguendo il corso dei fiumi Velino e Nera. L’area si estende per oltre 2000 ettari, con una fitta rete di sentieri che l’attraversa totalmente, perfetta per gli amanti delle passeggiate nel cuore della natura più pura.

Per questo una visita alla Cascata è un’esperienza a 360°: oltre alla bellezza del salto del fiume in sé, è possibile approfittare dei tanti sentieri escursionistici dell’area o delle attività sportive praticabili, dal rafting al torrentismo.

Le origini romane

Questo luogo affonda le sue radici nell’antichità dell’Umbria, quando i Romani irruppero nella vita di umbri ed etruschi che popolavano queste terre. Essi portarono con loro la civiltà romana, già molto avanzata, fondando città, bonificando intere aree, costruendo strade, acquedotti, templi e ville.

La Cascata delle Marmore s’inserisce proprio in questo contesto: si tratta infatti di una straordinaria opera ingegneristica di sistemazione idraulica dovuta ai Romani. All’epoca, il Velino aveva un letto del fiume molto largo che formava una vasta zona di acque stagnanti, paludose e spesso malsane per la popolazione stessa. Il console romano Curzio Dentato decise di intervenire: per assicurare il deflusso di queste acque, fece scavare un canale che potesse convogliarle verso la rupe di Marmore, per poi farle precipitare nell’alveo sottostante del Nera.

Da circa 50 anni le acque della cascata sono utilizzate per alimentare la centrale idroelettrica di Galleto. Di conseguenza la cascata si può ammirare solo negli orari di rilascio delle acque. Fu proprio grazie alla ricchezza di queste acque ed alla loro energia, che fu possibile il sorgere, a Terni, di industrie siderurgiche, elettrochimiche ed elettriche.

Leggende

La Cascata entrò molto presto nell’immaginario collettivo, per la sua bellezza e unicità. Lo spettacolare salto ha ispirato nel tempo poeti e artisti appartenenti a ogni periodo storico: da Virgilio nell’Eneide a Cicerone, fino a Lord Byron.

Allo stesso tempo, la Cascata è stata anche fonte d’ispirazione per numerose leggende che ne hanno riguardato soprattutto le origini, particolarmente poetiche.

Suggestiva è la leggenda del “Velo Da Sposa”: si narra che fu San Valentino a far scaturire la cascata principale direttamente dalla roccia, per provare la purezza della ninfa Nera messa in dubbio dal suo futuro sposo. Così facendo, creò un getto d’acqua simile appunto al velo di una sposa.

I Percorsi

Oltre all’impressionante salto delle acque della cascata, ci sono diversi punti di interesse dove recarsi durante la visita in questo luogo unico. La Cascata è infatti inserita all’interno di una rete di percorsi, i quali permettono non solo di ammirarla da diversi punti di vista ma anche di immergersi completamente nella natura.

Il Balcone degli Innamorati: “dentro” la Cascata

Grazie al sentiero 1 è possibile raggiungere il Balcone degli Innamorati, uno dei punti di osservazione più suggestivi.

Dopo aver percorso circa 20 minuti di cammino lungo il sentiero, si arriva infatti all’imbocco del cosiddetto Tunnel degli Innamorati, una piccola galleria scavata nella roccia che termina con una sorta di piccolo terrazzino, il Balcone appunto. Qui ci si trova all’interno del getto stesso della cascata, spruzzati dalle acque in caduta libera (è infatti necessario munirsi di impermeabile per potersi fermare senza bagnarsi).

I sentieri della Cascata delle Marmore

 I percorsi percorribili sono sei, ognuno conduce ad un particolare belvedere e vanta una denominazione particolarmente evocativa:

  • Sentiero 1, Antico Passaggio;
  • Sentiero 2, Anello della Ninfa;
  • Sentiero 3, L’incontro delle Acque;
  • Sentiero 4, La Maestosità;
  • Sentiero 5, La Rupe e l’Uomo;
  • Sentiero 6, I Lecci Sapienti.

Per vivere al meglio la vostra esperienza alla Cascata delle Marmore, vi consigliamo di prendere parte ad una o più delle visite guidate tematiche che vengono organizzate dal sistema del Parco della Cascata in collaborazione con Sistema Museo. Ve ne consigliamo 3 tra le più complete e particolari, per una giornata alla Cascata piena di emozioni!

Percorso L’Anello delle Marmore

Per vivere la Cascata delle Marmore a 360°, vi suggeriamo di prendere parte all’escursione guidata Cascata Full Trek – l’Anello delle Marmore”, organizzata dal sistema della cascata in collaborazione con Sistema Museo. Grazie a questa visita guidata di circa 4 ore per 4 km, potrete percorrere i sentieri 3, 2, 1, 5 e 6, ammirando in modo sempre nuovo e sorprendente i diversi ambienti del parco della cascata. Le partenze si effettuano dall’Infopoint del Belvedere Inferiore.

I segreti del parco

Se gli amanti della natura sono curiosi di conoscere più da vicino l’habitat della zona della Cascata delle Marmore, potranno approfittare di una visita guidata dedicata proprio ai segreti del parco. Le guide botaniche vi accompagneranno lungo i sentieri 2 e 3, fornendo informazioni utili e curiosità sulla flora più caratteristica e particolare, dalla Lingua Cervina alla Capelvenere. La visita comincia dal Parco al Belvedere Inferiore, all’interno del Centro di Educazione Ambientale curato in collaborazione con l’Università di Perugia.

Percorso in Grotta, nelle profondità della Cascata

E’ una delle visite più particolari e suggestive, che vi porterà fin nelle viscere della terra. Nelle profondità del Travertino” è una visita organizzata grazie al supporto di guide speleologiche professioniste, che vi condurranno tra cavità e gallerie scavate nei millenni dalle acque, sono sale dominate da stalattiti e stalagmiti sorprendenti. Il percorso in grotta si svolge nel corso del sentiero 5, in corrispondenza della cosiddetta Grotta della Condotta, il cui nome deriva dall’antica condotta che in passato alimentava il sistema di centrali idroelettriche. La visita ha una durata di circa un’ora, con partenza dal Belvedere Superiore.

Come arrivare alle Cascate

Autostrada A1 (Milano-Napoli), uscire al casello di Orte, quindi percorrere il raccordo autostradale Orte-Terni e uscire a Terni Est seguendo le indicazioni per la Valnerina

Autostrada A14 (Bologna-Taranto), proseguire sulla Superstrada E45 Cesena-Orte, direzione Terni, uscire a Terni Est e seguire le indicazioni per la Valnerina

Autostrada A24 (Roma-L’Aquila-Teramo), uscire al casello della Valle del Salto e seguire le indicazioni per Rieti. Da Rieti prendere la Superstrada per Terni, seguire le indicazioni per la località di Marmore dove si trova il parcheggio e la biglietteria del Belvedere Superiore.

Una volta giunti a Terni ci sono due possibilità:

– accesso dal Belvedere Inferiore: seguire le indicazioni per la S.S. 209 Valnerina in direzione Visso – Norcia – Cascia. Dopo 7 km si raggiunge il parcheggio e la biglietteria

– accesso dal Belvedere Superiore: seguire le indicazione per la S.S. 79 in direzione Rieti, dopo circa 10 chilometri, nei pressi del centro abitato di Marmore, si raggiunge il parcheggio e la biglietteria

Per informazioni sulla rete autostradale Autostrade per l’Italia

S.S. 3 (Flaminia), proseguire sulla S.S. 209 Valnerina, il parcheggio e la biglietteria del Belvedere Inferiore si trovano lungo la statale.

S.S. 209 (Valnerina), procedere in direzione Terni, il parcheggio e la biglietteria del Belvedere Inferiore si trovano proprio lungo la statale.

Per maggiori informazioni consultate il sito ufficiale: https://www.lecascatedellemarmore.com

17 - Set - 2019

Borghi del Trasimeno

Lago Trasimeno: cosa vedere

 Il lago Trasimeno è una meraviglia impossibile da dimenticare. Con i suoi mille colori sfumati, questo spettacolo naturale si imprime nella memoria lasciando emozioni indelebili. A rendere ancora più magica la sua atmosfera sono i numerosi borghi sulle sue rive. Questi centri ricchi di arte e cultura sono un’ottima opportunità per visitare chiese medievali e splendidi palazzi rinascimentali, ma anche per praticare escursioni, trekking e passeggiate lungolago. Da alcune di queste località, inoltre, è possibile raggiungere i castelli e le isole del Trasimeno. Insomma, questi borghi lacustri rientrano di diritto tra i migliori motivi per andare in vacanza in Umbria. Scopriamo i più bei gioielli sul lago Trasimeno da vedere assolutamente.

CASTIGLIONE DEL LAGO

Questo borgo cinquecentesco sorge su un promontorio affacciato sul lago ed è famoso per il suo mix di arte, natura e gastronomia Ai confini fra Umbria e Toscana caratterizzato da secoli di storia, Castiglione protegge il Trasimeno mentre riflette il suo profilo nelle acque del lago. La sua posizione strategica consente di raggiungere località pittoresche come l’Isola Polvese, la più grande delle tre isole del lago Trasimeno. Il luogo più importante della città è senz’altro il Palazzo della Corgna. Inizialmente nato come villa, fu poi trasformato nel palazzo di corte della dinastia. Oggi è sede di importanti attività culturali, ma soprattutto ospita un articolato percorso museale, che illustra le vicende dei Corgna. Collegata a Palazzo della Corgna, è la Rocca del Leone; fortificazione militare, edificata a partire dalla seconda metà del XII secolo sui resti di un’acropoli etrusca. La Rocca a pianta pentagonale venne modificata da Federico di Svevia e domina l’intero perimetro del Lago Trasimeno ed i suoi meravigliosi paesaggi. All’interno delle mura del castello è allestito un suggestivo anfiteatro ove si alternano spettacoli d’arte per l’intero periodo estivo.

CITTÀ DELLA PIEVE

Città della Pieve, adagiata su un colle a 508 metri s.l.m., domina la Valdichiana e il Lago Trasimeno. Questo borgo ricco di arte presenta un’armonica combinazione di elementi umbri, toscani e laziali che contribuiscono al suo fascino unico. Il paesaggio di grande suggestione pittorica ha ispirato il nativo Pietro Vannucci detto “Il Perugino”, il quale vi ha lasciato numerose opere a cominciare dalla celebre “Adorazione dei Magi” situata all’interno dell’Oratorio di Santa Maria dei Bianchi. Il pittore è sepolto a Fontignano, un piccolo centro a breve distanza da Città della Pieve. Il centro storico evidenzia una struttura urbana della prima metà del sec. XIII di forte influsso senese con l’inserimento di numerose testimonianze successive di gusto romano dal Rinascimento al Neoclassico. Il 21 e 22 giugno ha luogo un evento profumatissimo, l’Infiorata di San Luigi Gonzaga: una festa di colori che porta un tocco di allegria nel borgo, rinnovando così una tradizione che risale al Medioevo.

MAGIONE

Magione, antichi borghi tra indimenticabili tramonti.

La costa orientale del Trasimeno è costituita da borghi ricchi di fascino e storia, dove è possibile ammirare tramonti sul lago unici per la loro spettacolarità: San Savino, con il castello e la torre triangolare di epoca medievale; San Feliciano, grazioso ed autentico villaggio di pescatori dove è possibile fare romantiche passeggiate lungolago e inebriarsi dei paesaggi meravigliosi che questa zona offre; Monte Colognola, borgo trecentesco con vista unica sulla costa; Monte del Lago, gioiello architettonico a strapiombo sul lago; Agello con il suo splendido fortilizio dell’XI secolo.

Qui si trova anche l’antica Torre dei Lambardi, fortilizio eretto a cavallo dei secoli XII e XIII dai Cavalieri Gerosolimitani, che sorge in posizione elevata sul paese con un magnifico panorama sulle campagne circostanti. Di pianta quadrangolare, alta 30 metri, è stata recentemente restaurata ed è oggi sede d’importanti esposizioni d’arte contemporanea.

Il capoluogo ospita il Castello dei Cavalieri di Malta, edificato nel XII secolo come ospedale fortificato: perfettamente conservato, visitabile solo su prenotazione.

Splendido il cortile interno che nel mese di luglio ospita il “Trasimeno Music Festival”, rassegna internazionale di musica classica. Magione ospita l’Autodromo dell’Umbria ed è quindi meta preferita dagli amanti dei motori, oltre che dagli sportivi in generale: è possibile praticare trekking in collina, quad tra i boschi, windsurf sul lago e kite lungo le spiagge.

PANICALE

Terrazza naturale sul Lago Trasimeno, Panicale conserva l’identità di Castello medievale, dalla struttura arroccata sul Monte Petrarvella. La presenza delle tre Piazze disposte su tre diversi livelli, lo caratterizza nella sua pianta tutta costruita su ellissi concentriche.

Nella Piazza Umberto I spicca la quattrocentesca cisterna e l’imponente Collegiata di San Michele. Mentre il trecentesco Palazzo del Podestà (sede dell’Archivio Storico e notarile) è posto sul punto più panoramico del centro, nella Piazza Masolino, con un panorama mozzafiato.

Panicale è uno dei borghi più belli d’Italia grazie all’importante patrimonio culturale e paesaggistico e alle numerose manifestazioni (stagione teatrale, festival musicali, sagre, corsi di ricamo).

Il Rinascimento ha lasciato impronte notevoli: Perugino, Raffaello e G.Battista Caporali per citare i maggiori maestri. Il vicino Santuario di Mongiovino è poi considerato uno dei più importanti esempi di arte manierista italiana. Nei dintorni di Panicale spicca la deliziosa frazione di Tavernelle con il Santuario di Mongiovino, una meraviglia ricca di opere d’arte.

PASSIGNANO SUL TRASIMENO

Antico borgo di pescatori incastonato tra l’azzurro delle acque del Trasimeno e il verde delle colline circostanti, Passignano sul Trasimeno è un autentico gioiello.

La sua posizione lo rende passaggio quasi obbligato tra l’Umbria e la Toscana; da qui il suo nome originario Passus Jani (Passo di Giano) mitico dio delle porte. Il territorio circostante offre la possibilità di praticare trekking, equitazione e biking.

La Chiesa monumentale Madonna dell’Oliveto situata nella parte ovest del paese, fu costruita sul finire del sec.XVI.

Passignano possiede anche una Rocca di probabile origine longobarda, risalente al V-VI secolo che, con il suo panorama mozzafiato, è aperta al pubblico e adibita a mostre, concerti, teatro ecc. Presso la Rocca si trova il Museo delle Barche.

Situato in collina a settentrione, la frazione di Castel Rigone è una di quelle rare e felici combinazioni naturali che la rendono particolarmente adatta al turismo ambientale e culturale. Il Santuario di Maria SS. dei Miracoli, capolavoro del Rinascimento Umbro, ne è un mirabile esempio. Dalla sommità si può godere di una vista meravigliosa, mentre l’interno custodisce mostre d’arte. Nel territorio circostante si può praticare trekking, equitazione e biking.

TUORO SUL TRASIMENO

Tuoro è situato sul lato Nord del Trasimeno a cavallo tra Umbria e Toscana. Sebbene l’impianto del borgo sia medievale, in epoca più antica si combatté la celebre Battaglia del Trasimeno, che vide contrapporsi i Romani e i Cartaginesi guidati da Annibale, con la vittoria di questi ultimi. Nel territorio comunale sono stati creati 4 percorsi itineranti tematici che abbracciano la storia e l’arte del Comune.

Primo tra tutti il Percorso Storico-Archeologico della Battaglia del Trasimeno che attraversa le campagne che furono teatro dello scontro tra Romani e Cartaginesi. Esso è composto da 12 aree di sosta dove sono stati realizzati degli allestimenti con pannelli illustrati e didascalie, in 4 lingue, che raccontano lo svolgimento della battaglia.

Il secondo è un percorso naturalistico che attraverso gli splendidi boschi solcati dal Torrente “Rio” conduce alla Torre di Vernazzano che si presenta agli occhi del visitatore con la sua vertiginosa pendenza.

“Campo del Sole” è il terzo percorso ed è un’architettura di 27 colonne scolpite in pietra serena allestite in un parco monumentale sulle rive del Trasimeno.

Il quarto percorso verte sull’isola Maggiore  e rappresenta un viaggio tra la storia francescana e rinascimentale della piccola isola lacustre, senza tralasciare l´importante presenza dell´arte del Merletto a Punto d´Irlanda. Esso comprende inoltre importanti monumenti dell´isola come la splendida chiesa affrescata di S. Michele Arcangelo, il Centro di documentazione sull´Isola Maggiore e il Museo del Merletto.

Molto pittoresco è il Lido di Tuoro, dove è possibile passeggiare sul lungolago e ammirare lo splendido panorama del Trasimeno, che regala intense emozioni soprattutto all’alba e al tramonto.

 

ISOLA MAGGIORE

Se volete fare un’escursione a contatto con la natura, lontano dal caos urbano, non potete perdere l’occasione di visitare l’Isola Maggiore, una delle 3 isole naturali del Lago Trasimeno. Questo luogo che si presenta come un piccolo villaggio di pescatori vi affascinerà. Appena 15 abitanti, una superficie di 24 ettari e 2 km di perimetro con alcuni scorci che regalano grandi emozioni.

L’Isola Maggiore fa parte del comune di Tuoro sul Trasimeno.

Dell’Isola troviamo le prime notizie nel 817, quanto l’Imperatore Ludovico il Pio cedette al Papa Pasquale I la città di Perugia e il Lago Trasimeno con le 3 isole. Il luogo è conosciuto per aver ospitato il Santo di Assisi.

Qui infatti San Francesco nel 1211 si ritirò per la quaresima e proprio in suo onore nell’Isola Maggiore è possibile ripercorrere alcuni luoghi di San Francesco.

Furono costruiti successivamente un convento ed una Chiesa dedicati a San Francesco nel 1328. L’isola passò sotto Castiglione del Lago ad inizio del 1800 e poi di nuovo per volere degli isolani fu inserito nel territorio di Tuoro sul Trasimeno.

Non lasciarti ingannare dal nome, non è questa l’Isola più grande del Trasimeno (la più estesa è la selvaggia isola Polvese, oggi privata) ma semplicemente è più grande dell’altra isola chiamata Minore (proprietà privata anch’essa).

Appena arrivati nell’Isola troverete l’ufficio del turismo che accoglie i visitatori anche con una bella spiegazione del luogo. E’ possibile con un biglietto dal costo contenuto vedere i seguenti luoghi:

Il Museo del Merletto che ospita vere e proprie opere d’arte, merletti finissimi, abiti da sposa e da Battesimo;

La Casa del Capitano;

La Chiesa di San Michele Arcangelo.

L’isola non è grandissima e si gira tranquillamente a piedi. Sono diversi i sentieri che permettono di ammirare ogni angolo della stessa. Il centro abitato si trova nella zona occidentale e parte da Via Guglielmi.​

Ci sono poi tanti sentieri che permettono di scoprire ogni angolo dell’isola e di immergersi nella natura tra ulivi, lecci, pini, cipressi, pioppi e dei bellissimi fagiani. Purtroppo in alcuni tratti non è possibile andare con il passeggino quindi se avete bimbi piccolini è consigliabile il marsupio o lo zaino. Per i bambini c’è anche uno spazio verde con alcuni giochi e soprattutto tantissime galline faraone.

Oltre alla possibilità di un picnic nell’Isola ci sono diversi ristorantini che oltre a interessanti menù offrono agli ospiti una vista lago superba.

E’ possibile anche fermarsi in riva al lago e degustare un gelato o un panino.

Per raggiungere l’Isola potete prendere il traghetto a Tuoro Navaccia (il porto più vicino all’isola e quindi il prezzo del traghetto è più da qui) e in poco più di 10 minuti giungerete a destinazione.

Le altre due località dalle quali potete prendere il traghetto sono Passignano e Castiglione del Lago (15 min circa).

17 - Set - 2019

Assisi

Cosa vedere ad Assisi

Assisi è una delle cittadine umbre più famose al mondo, grazie alle sue bellezze storiche e culturali e perché è legata alla figura di uno dei santi più conosciuti della cristianità, San Francesco, ma anche alla figura di Santa Chiara.

“Assisi  è una gran bella cosa, paese, città e santuario”, scriveva Giosuè Carducci. Paese, perché ha tutte le caratteristiche del borgo umbro: arroccato in cima a una collina che guarda sulla valle, piccolo e silenzioso. Città, perché Assisi ha svolto un ruolo fondamentale nella storia del mondo: da qui è partito San Francesco per segnare una svolta per la Chiesa.  Santuario, perché del passaggio di San Francesco e Santa Chiara restano chiese piccole e grandi, luoghi miracolosi e di culto che attirano ogni anno migliaia di fedeli. Oltre ai luoghi religiosi in cui ha lasciato i suoi capolavori Giotto, Assisi ha una bella Rocca, una ricca Pinacoteca Civica, uno straordinario Tempio della Minerva e una scenografica Piazza del Comune. Poi siamo in Umbria, quindi c’è una grande tradizione enogastronomica con prodotti di eccellenza. Ora vi elenchiamo i principali monumenti di Assisi da vedere assolutamente:

1) Chiesa di S. Francesco

La Basilica di San Francesco è il luogo sacro per eccellenza di Assisi, poiché qui sono conservate e custodite le spoglie del celebre santo.

La Basilica è costituita da un complesso di immenso valore artistico, sia per le strutture architettoniche sia per i preziosi affreschi e decori interni, che vede integrarsi due differenti edifici: la Basilica Superiore di aspetto gotico e la Basilica Inferiore più bassa, cui si accede attraverso un portale in stile gotico. A queste si aggiunge la Cripta con la Tomba di San Francesco, il cuore pulsante delle Basiliche.

La Basilica di San Francesco dal 2000 è stata inserita nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO.

Secondo la tradizione, la Basilica sorge là dove Francesco aveva scelto di essere sepolto: presso la collina inferiore della città di Assisi, zona che nel Medioevo era nota come “Collis Inferni” (Colle dell’Inferno) poiché qui venivano solitamente sepolti i condannati dalla giustizia. Il colle venne rinominato “Collis Paradisi” e vi venne posta la prima pietra per il cantiere della Basilica. Questo venne avviato per volontà di Papa Gregorio IX nel 1228, a seguito della proclamazione a Santo di Francesco, a soli due anni dalla sua morte. L’edificio della Basilica Inferiore venne concluso in circa due anni di lavoro, mentre per la parte superiore ne vennero impiegati circa sei. In seguito, la costruzione fu oggetto di numerosi interventi che nei secoli contribuirono a determinarne l’aspetto attuale.

2) Basilica di S. Chiara

La Basilica di Santa Chiara si trova nella parte opposta di Assisi rispetto a San Francesco: le due Basiliche si trovano così una di fronte all’altra, anche se a distanza, e guardano verso la città. Nel luogo in cui sorge Santa Chiara si trovava la chiesa di San Giorgio, dove San Francesco fu sepolto subito dopo la sua morte, avvenuta il 3 ottobre 1226.
La costruzione della Basilica di Santa Chiara iniziò nel 1257, quattro anni dopo la morte della Santa. Nel frattempo venne costruito anche il monastero. Oggi possiamo ammirare un meraviglioso Crocifisso in stile bizantino, custodito proprio dove si trovava la primitiva chiesa di San Giorgio. In questa Basilica i pellegrini, oltre a poter venerare le spoglie di Santa Chiara, esposte nella cripta e poter vedere diverse reliquie di Chiara e Francesco, possono soffermarsi in preghiera silenziosa davanti al Crocifisso.

3) Il Tempio di Minerva

Quando nel 1786 Goethe arrivò ad Assisi per il suo viaggio in Italia, restò incantato davanti alle colonne del Tempio della Minerva, il primo monumento dell‘antichità che avesse mai visto integro.

Non è difficile comprendere lo stupore del letterato tedesco: la facciata è perfettamente conservata, con le sei colonne che poggiano direttamente sulla scalinata sormontate da un capitello in stile corinzio. Si ritiene che il tempio, costruito nel I secolo a.C., fosse dedicato ad Ercole anche se prende il nome dal ritrovamento di una statua di donna. Dopo essere stata usata come carcere, abitazioni, botteghe, sede del consiglio cittadino, nel Medioevo il tempio viene trasformato in chiesa con il nome di Santa Maria sopra Minerva.  Nel 1634 fu riadattata in forma barocca e dedicata a S. Filippo Neri.

4) La Pinacoteca Comunale

La Pinacoteca Comunale si trova nel celebre Palazzo Vallemani, il più bel palazzo di Assisi: si trova nella centrale piazza del Comune, di cui completa la scenografia insieme al Palazzo del Capitano e a quello dei Priori.

Il piano nobile è completamente affrescato da pittori umbri e toscani del 1600 ed ospita appunto la Pinacoteca con affreschi di epoca medioevale e rinascimentale provenienti da edifici civili e religiosi di Assisi e dintorni. La collezione si formò subito dopo l’Unità d’Italia per evitare la dispersione delle opere religiose, che fino a quel momento erano appartenute alle congregazioni. I pezzi più importanti della raccolta sono una Maestà attribuita a Giotto e alcuni dipinti del Perugino. Nelle sale al primo piano è allestito il “Museo della memoria, Assisi 1943-1944”, una mostra sui 300 ebrei salvati dallo sterminio nazista grazie all’accoglienza di Assisi.

5) La Rocca Maggiore

 Se avete un po’ di tempo in più da passare ad Assisi, vi consigliamo di fare una bella escursione fino alla Rocca Maggiore di Assisi. Da più di 800 anni il bastione domina la cittadina di San Francesco e la vallata circostante. La prima costruzione risale al 1183 e fu voluta da Federico Barbarossa. Vi soggiornò anche suo nipote Federico II di Svevia che fu cacciato quando aveva solo 4 anni in seguito al passaggio di Assisi alla parte guelfa di Papa Innocenzo III. Distrutta dalla popolazione in rivolta, la Rocca fu ricostruita dal Cardinale d’Albornoz nel 1365 e faceva parte della rete di castelli costruiti per difendere lo Stato Pontificio. Fu poi ampliata e modificata da numerosi Papi come Pio II, Sisto IV e Paolo III. Abbandonata nel 1600, è arrivata quasi intatta fino ai giorni nostri. Oggi offre una passeggiata suggestiva tra mura secolari e una magnifica vista su Assisi e i dintorni.

Cosa mangiare ad Assisi

Siamo in Umbria quindi c’è da aspettarsi una cucina genuina, di sostanza, con prodotti locali squisiti. Di solito apre il pasto un tagliere con Umbricelli, miele, bruschette con l’eccezionale olio locale DOP Assisi e il tartufo.

Tra i primi molto popolari sono gli stringozzi e gli umbrichelli, tipi di pasta fatta a mano che si accompagna a sughi di maiale o cacciagione come lepre e cervo. Siamo in piena zona del farro, che soprattutto d’inverno è protagonista delle zuppe. Tra i secondi troviamo l’eccellente carne locale e il pecorino di Assisi. Assisi ha un dolce tipico, la Rocciata, una specie di strudel fatto con mele. Per quanto riguarda i vini, la zona di Assisi ha una straordinaria produzione enologica con 5 vini DOC: Grechetto, bianco, rosato, novello, rosso.

Come arrivare ad Assisi in auto

DA NORD:

Autostrada Adriatica 14, uscire a Cesena e proseguire in direzione Perugia (Strada E45), fino ad arrivare all’uscita Assisi.

Autostrada del Sole da nord (Milano/Firenze), la migliore uscita per Assisi è sull’autostrada A1 in Valdichiana, dove la superstrada SS75bis si dirama in Umbria sul lago Trasimeno e prosegue verso Perugia-Assisi.

DA SUD:

Autostrada A14 e uscire a Civitanova Marche e proseguire in direzione Foligno-Perugia fino all’uscita per Assisi. L’autostrada A14 lungo la costa adriatica ha un’uscita a Cesena per la superstrada E45 verso Città di Castello e la Perugia-Assisi.

Da Roma proseguendo verso nord lungo l’autostrada A1, l’uscita migliore per raggiungere Assisi è ad Orte, che è collegata al capoluogo regionale prima della SS 204 a Terni e poi dalla E45 (o SS3bis) da Terni a Perugia-Assisi.

Come arrivare ad Assisi in treno

 Se arrivate in treno, prendete la linea Firenze-Perugia-Foligno e scendete alla stazione di Assisi-Santa Maria degli Angeli. Ci sono diversi autobus in partenza per il resto della città.

DA NORD:

la linea principale tra Firenze e Roma ha una stazione a Terontola, così provenendo da Firenze bisogna prendere uno dei dieci treni giornalieri per Terontola/Cortona che s’incontrano con un treno di collegamento per Assisi/Santa Maria degli Angeli.

DA SUD:

per la linea principale tra Roma e Ancona scendete a Foligno(diramazione Spello, Assisi, Perugia), quindi provenendo da Roma bisogna prendere uno dei nove treni giornalieri sulla linea per Ancona e fermarsi a Foligno.

Tutte le linee citate fanno parte del sistema ferroviario statale FS e si fermano ad una stazione di Santa Maria degli Angeli, distante dal centro storico circa 3 km. Da lì, per il centro è possibile prendere un autobus (linea C). I servizi di autobus partono dal piazzale antistante alla stazione e scendono in Piazza Matteotti.

Come muoversi in città

 Assisi può essere visitata a piedi senza alcun tipo di problema, mentre per i monumenti più lontani e le località vicine è possibile utilizzare gli autobus o il taxi.

La rete urbana di autobus di Assisi è costituita da tre linee (A, B, e C) che collegano i dintorni della città con il centro.
Per saperne di più su fermate, tragitti e orari, consulta:
http://www.umbriamobilita.it/it/orari/servizi-urbano

Per chi raggiunge Assisi in auto, il problema principale potrebbe essere quello di trovare parcheggio, ecco quindi un elenco di alcuni parcheggi:

Parcheggio Piazza Giovanni Paolo II – tel. 075 8155225
Parcheggio Porta Nuova – tel. 075 813707
Parcheggio Piazza Matteotti – tel. 075 815164
Porta Mojano – tel. 075 812908 – 075 816495
Parcheggio San Francesco (Porta S. Giacomo – Via F. Francisco Remon Jativa)
Parcheggio del cimitero – Via Albornoz

18 - Lug - 2019

Perugia

Perché visitare Perugia

Perugia è un piccolo gioiello nel cuore verde del centro – Italia, in Umbria. Il capoluogo umbro custodisce tesori artistici e monumentali che ne testimoniano il ricco passato e contribuiscono al primato culturale del nostro Paese. Anche se a primo impatto può sembrare solamente un piccolo borgo medievale fortificato, Perugia ha una vita cittadina molto movimentata, soprattutto giovanile, legata soprattutto alle presenze di una delle più antiche Università degli Studi (fondata nel 1308), oltre che della maggiore Università per Stranieri d’Italia.
Non è quindi una città museo, piena di turisti di giorno e deserta di notte, ma un posto cui dedicare qualcosa di più di una semplice toccata e via. Dalla Galleria Nazionale al Duomo di San Lorenzo, dalla Rocca Paolina alla Fabbrica del Cioccolato Perugina, qui di seguito vi proponiamo i monumenti principali di questa favolosa città.

1) La Fontana Maggiore

Al centro di Piazza IV Novembre si staglia questa splendida fontana, una delle più celebri d’Italia, incastonata tra Palazzo dei Priori e il Duomo di San Lorenzo. La Fontana Maggiore fu ideata e costruita in età medievale tra il 1275 e il 1278, dalla proposta di Nicola e Giovanni Pisano, per ricevere le acque provenienti dall’Acquedotto del Monte Pacciano. I due artisti vollero la Fontana su una gradinata circolare, costituita da due vasche di pietra rosa e bianca, sormontate da una conca di bronzo.

Dalla fontana spuntano tre ninfe che sorreggono un’anfora dalla quale scorre l’acqua. La vasca superiore si poggia su delle colonnine dalle quali si elevano statue raffiguranti personaggi correlati alla fondazione della città; la vasca inferiore, invece, è decorata con cinquanta formelle che raffigurano alcuni episodi biblici, storici e mitologici. Inoltre si può notare il simbolo della città: il Grifo, accompagnato dal leone che simboleggia il partito guelfo e l’aquila, simbolo dell’impero. Singolare la presenza nelle formelle di due scene tratte dalle favole di Esopo (gru e lupo & lupo e agnello). Dopo l’ultimo restauro, oggi è possibile ammirare l’opera in tutto il suo originario splendore.

2) L’acquedotto

La Fontana Maggiore di Perugia era anticamente alimentata dall’acquedotto che prelevava l’acqua dal Monte Pacciano.

Costruito nel 1245, era un’opera straordinaria perché senza l’impiego di tubi o pompe riusciva a portare l’acqua in una città ripida e piena di dislivelli come Perugia. Intorno a metà 1800 fu dismesso a causa dei costi troppo elevati, ma oggi l’acquedotto offre una delle passeggiate più incantevoli. La zona superiore è ricoperta di scale, rappresentando quindi una strada a tutti gli effetti. La parte più caratteristica è proprio quella superiore dove, dopo essere scesi di una ventina di gradini, potete ammirare un arco affascinante che sorregge la strada su cui passano le macchine. L’acquedotto, lungo circa 250 m, collega il centro storico con il quartiere di Elce ed è possibile individuare anche una decina di case sopra lo stesso.

3) Il Duomo di San Lorenzo

I lavori per la costruzione della Cattedrale intitolata a San Lorenzo, uno dei Santi patroni della città, iniziarono nel 1345 e terminarono nel 1490. Sia la fiancata laterale che la facciata principale, però, sono rimaste incomplete.

La fiancata laterale si affaccia sulla Fontana Maggiore, in piazza IV Novembre, la facciata principale, invece, si affaccia su Piazza Danti ed è caratterizzata da un portale barocco del 1729. L’interno, di stile gotico, presenta tre navate divise da possenti pilastri. Le decorazioni furono completate nel XVIII secolo, tra cui la vetrata policroma del XVI secolo di Arrigo Fiammingo e il Monumento Funebre in onore del vescovo Andrea Baglioni. Nel chiostro della Cattedrale potrete visitare il Museo Capitolare, sede di importanti opere d’arte.

4) La Galleria Nazionale dell’Umbria

Lungo Corso Vannucci, agli ultimi piani del Palazzo dei Priori ha sede la Galleria Nazionale dell’Umbria. La Galleria ospita uno dei patrimoni artistici più completi e ricchi di tutta l’Umbria.

Le opere coprono un intervallo di tempo che va dal XIII al XIX secolo e sono organizzate secondo un preciso percorso cronologico: al terzo piano ci sono le opere che vanno dal XIII al XV secolo; mentre al secondo piano quelle dal XVI al XIX secolo. A differenza degli altri grandi musei italiani, in questa Galleria i capolavori sono raccolti in uno spazio piuttosto piccolo, dunque si susseguono senza sosta e possono essere ammirati in un paio d’ore. Si possono notare in un solo sguardo le madonne e i polittici della pittura fiorentina e senese del 1400,i capolavori del Rinascimento, i pezzi unici dell’oreficeria umbra…Fra tutti, spiccano capolavori di Duccio di Buoninsegna, Piero della Francesca, Pinturicchio e Perugino. In più, sono presenti raccolte monografiche dedicate alla lavorazione dell’oro, alla grafica antica e alla topografia.

5) La Rocca Paolina

La Rocca Paolina è un’antica fortezza voluta da Papa Paolo III e realizzata da Antonio da Sangallo. L’intento del Papa era quello di rendere la città sicura e di creare così un rifugio efficiente come Castel Sant’Angelo a Roma. Per la sua costruzione fu necessaria la distruzione di più di cento case ma anche di monasteri e chiese, soprattutto di proprietà della famiglia Baglioni.

La Rocca ha rappresentato il simbolo dell’autorità papale fino al 1860, anno in cui venne abbattuta in seguito all’annessione al Regno d’Italia. Di quell’antica costruzione ne rimangono solo un tratto delle mura di sostegno ed il bastione che incorpora Porta Marzia. La parte più suggestiva da visitare di quel che resta della Rocca Paolina sono i sotterranei, in particolare la parte che va dalle scale mobili di Piazza Partigiani, attraversando la Rocca sotto il porticato laterale del Palazzo del Governo e finendo in Piazza Italia. In questo scenario davvero unico e meraviglioso, ci sono negozi, boutique, bookshop e si organizzano spesso manifestazioni culturali.

8) La Fabbrica della Perugina

Non molti associano i famosi Baci Perugina alla città umbra, da cui invece prendono il nome. Originariamente conosciuti con il nome di “cazzotti” sono diventati un’icona nel mondo.

La fabbrica della Perugina si trova a qualche km dal centro storico ed è possibile visitarla scoprendo la storia dell’azienda e, soprattutto, osservare la produzione della cioccolata e degli altri prodotti come le caramelle Rossana e i biscotti Ore Liete. La visita alla Casa del Cioccolato Perugina dura circa 1h 15min e permette di fare un giro al museo storico, visitare le linee di produzione della cioccolata, degustare una bella e ricca gamma di prodotti Perugina e infine acquistare qualche souvenir al punto vendita interno.

Cosa mangiare a Perugia

L’Umbria è una regione ricca di specialità culinarie ed enogastronomiche, piatti tipici come gli strangozzi, la torta al testo, gli gnocchi al sugo d’oca e i piatti a base di tartufo bianco o nero. Insomma, se capitate da queste parti ci sono almeno una serie di piatti da provare nei migliori ristoranti perugini e ve li elenchiamo di seguito:

1) Gli strangozzi

Gli strangozzi sono uno dei primi piatti di pasta tipici di Perugia e dell’Umbria in generale. Si tratta di fettuccine fatte in casa con acqua e farina e sono generalmente usate per un buon piatto di norcina (pasta con panna e salsiccia) con i funghi o al tartufo. Gli strangozzi cambiano nome secondo la zona, potete trovarli sotto il nome di stringozzi, strozzapreti, bringoli, umbricelli o anguillette.

2) Torta al Testo

La Torta al testo è una ricetta molto conosciuta, anche al di fuori del contesto perugino e umbro. La Torta al Testo è una ricetta antica umbra, originariamente nata per essere un’alternativa al pane tradizione: una focaccia fatta di acqua, farina, bicarbonato e sale, impastata e cotta su un piatto di ghisa, chiamato testo appunto, e successivamente farcita con salumi, formaggi, verdura, carne e tanto altro.

3) Gnocchi al sugo d’oca

Altro piatto perugino, consiste in una porzione di gnocchi di patate fatti a mano conditi con ragù di oca. Oltre al ragù, si può aggiungere pomodoro, aglio, olio e pecorino a piacimento. Per coloro che non gradiscono gli gnocchi, si può usare lo stesso condimento con altre paste come gli strangozzi o umbricelli.

4) Tartufo

Elemento fondamentale nella cucina umbra e perugina è il tartufo, bianco o nero. L’Umbria, assieme alla Toscana, il Piemonte e le Marche, è per antonomasia la terra dei tartufi di elevata qualità. Quello più raro e pregiato è il tartufo bianco, che si può raccogliere da ottobre a gennaio. Il tartufo nero è quello più diffuso e comune, trovabile soprattutto nelle zone intorno ai fiumi e sui monti. Viene molto utilizzato come condimento sulla pasta e nei piatti di selvaggina, anche sotto forma di salsa tartufata.

Come arrivare a Perugia via auto o bus

DA NORD:
Autostrada A1, uscita di Valdichiana e raccordo per Perugia costeggiando il lago Trasimeno
DA SUD:
Autostrada A1, uscita di Orte, raccordo Orte-Terni, uscita per Perugia per l’immissione nella E45
A NORD-EST:
Superstrada E45 (Cesena – Orte) uscite di Perugia

Come muoversi a Perugia

Il nuovo sistema di trasporto urbano della Minimetrò permette di muoversi comodamente dal centro alle zone periferiche della città. Consigliamo questo metodo per raggiungere il centro storico, vista la presenza di numerose zone a traffico limitato. Se disponete di auto, vi consigliamo di lasciarla in uno dei tanti parcheggi limitrofi al centro, la maggior parte a pagamento. Gli autobus collegano in modo efficiente i vari quartieri della città, così come i taxi, disponibili h24.

Ecco una lista dei principali parcheggi della città:

Parcheggio di Piazza Partigiani – Piazza Partigiani
Prezzo per ora a partire da 1,50 €/ora
Parcheggio di viale Pellini – viale Pellini
Prezzo per ora a partire da 1,50 €/ora
Parcheggio del Mercato Coperto – via Augusta
Prezzo per ora a partire da 1,90 €/ora
Parcheggio Briglie di Braccio – Via Tancredi Ripa di Meana
Prezzo per ora a partire da 1,50 €/ora
Parcheggio di viale Sant’Antonio – viale Sant’Antonio
Prezzo per ora a partire da 1,50 €/ora
Parcheggio di Piazzale Europa – piazzale Europa
Prezzo per ora a partire da 1,10 €/ora
Parcheggio Porta Nova – piazzale Umbria Jazz – Pian di Massiano
parcheggio libero e gratuito

 ALTRI PARCHEGGI A PAGAMENTO

Marinelli Via Canali zona Stazione F.S.
Autosilo – zona Stazione F.S.
Stazione FF.SS.
Cortonese Stazione Fontivegge

PARCHEGGI LIBERI E GRATUITI

Bove Piazzale del Bove – Via Campo di Marte
per camper, autobus e auto

Cupa Piazzale della Cupa – Via A. Checchi

Booking Online Miglior prezzo garantito, davvero!