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17 - Set - 2019

Gubbio: cosa vedere

Gubbio, definita “città grigia“, ha questo soprannome certamente non per il fumo dell’inquinamento, che in questa zona è ai minimi livelli, né per il carattere poco socievole dei suoi abitanti, che invece sono affabili e cortesi, ma per il colore compatto e uniforme dei blocchi di calcare con cui è costruito questo splendido borgo. Gubbio è uno degli insediamenti umbri più antichi, nei secoli ha conservato gelosamente il suo aspetto medievale riflesso sia nella fisionomia degli edifici che nella struttura delle strade. La cittadina è formata da cinque vie parallele situate a diversi livelli e collegate tra loro da gradoni, vicoli e scale; può sembrare una struttura vagamente “labirintica” ma in realtà qui è veramente difficile perdersi.

Gubbio si trova nella parte nord-orientale dell’Umbria, ai piedi del monte Ingino, in provincia di Perugia. Venne fondata dagli antichi Umbri di cui resta memoria in un importantissimo manufatto, le Tavole Eugubine.

Nel 552 i Goti la distrussero e venne poi governata dai Bizantini, nel 592 e dai Longobardi nel 772.

Nell’XI secolo la città diventa un comune libero e inizia un periodo di estrema ricchezza e importanza culturale.

Nel XIV secolo venne posta sotto il dominio dei conti e dei duchi di Urbino. Raggiunse il massimo splendore nel XIV/XV secolo, periodo in cui si arricchì di monumenti e assunse il caratteristico impianto medievale che ancora oggi la caratterizza, grazie alla sua florida attività manifatturiera.

Attualmente è una delle città medievali più belle dell’Umbria e d’Italia grazie alla perfetta conservazione dei monumenti e dell’architettura romana e medievale, vestigia di un glorioso e secolare passato. Ora elenchiamo i monumenti principali:

1) Piazza Grande

Se avete mai visto una foto di Gubbio, probabilmente ritraeva l’armonioso complesso che include Piazza Grande, il Palazzo dei Consoli e quello Pretorio. Cuore pulsante della città, da questa straordinaria piazza si gode uno splendido panorama sulla valle.  Il luogo in cui sorge la piazza non è naturale, non esisteva prima del 1300 quando si decise di costruire un palazzo pubblico in un luogo vicino a tutti i quartieri, come segno di equilibrio e rispetto per le diverse anime della città. Per fare questo, si trasformò questa zona di Gubbio in una piazza “sospesa” che si sostiene con gli archi che si possono ammirare dalla parte bassa di Gubbio. Piazza Grande è il luogo più amato dagli eugubini e dai turisti: qui si vive la vita quotidiana e si svolgono le più importanti manifestazioni civili e religiose della cittadina umbra.

2) Palazzo dei Consoli e Palazzo Pretorio

Il Palazzo dei Consoli è il segno tangibile della potenza della Gubbio del 1300 e del nuovo progetto politico-istituzionale che la città perseguiva. Costruito proprio nel centro della città in modo da essere vicino a tutti i quartieri, il Palazzo dei Consoli domina Gubbio dall’alto dei sui 60 metri.

La facciata gotica  si apre verso la piazza con le sue 6 finestre, la loggia panoramica e il “campanone” che da secoli detta i tempi del borgo. L’interno è molto suggestivo, con la grande Sala dell’Arengo con volta a botte, la cappella palatina, gli affreschi e gli arredi del piano nobile in cui si riunivano i Consoli. Il Palazzo dei Consoli ha un primato storico: è stato il primo palazzo italiano ad avere l’acqua corrente, tubature e servizi igienici, come si può ancora vedere nel corridoio segreto. Oggi il palazzo ospita i Museo Civico di Gubbio con una pinacoteca, una bella collezione di ceramiche.

3) La Fontana dei Matti

Situata di fronte al Palazzo del Bargello, la Fontana dei matti prende l’appellativo dalla città di Gubbio, definita “città dei matti”Secondo un’antica tradizione, c’è la possibilità per un turista di prendere la “patente da matto”. Ma cosa deve fare un turista autonomo qualora volesse prendere questa patente?  Deve compiere tre giri di corsa intorno alla fontana e accettare di essere bagnato con l’acqua diventa cittadino di Gubbio con il titolo di “Matto onorario di Gubbio“, inteso come persona ironica e scherzosa.

Questo è un rito tradizionale che ha avuto origine a Gubbio nel 1880, con un documento nel quale si fa cenno alla patente, ovvero un’onorificenza rilasciata a chi dimostrava di avere i “requisiti” e vedeva per 3 volte consecutive la Festa dei Ceri. Da qui l’usanza di correre intorno alla fontana per 3 volte.

4) Palazzo Ducale

Nel 1384 Gubbio entra nei domini dei Montefeltro. Per la residenza di famiglia vengono scelti dei caseggiati che fronteggiano il duomo, nella parte più alta della città. È Federico a promuovere la ricostruzione del Palazzo in forme rinascimentali.

Unico esempio di architettura rinascimentale in una città prettamente medievale, il palazzo si distingue per la finezza architettonica e la ricercatezza delle decorazioni, specie nei capitelli, nelle mostre di porte e camini che si fregiano degli emblemi di Federico e della casata, consentendo così di circoscrivere il periodo di costruzione tra il 1474 – anno della sua nomina a duca – e il 1482, quando Federico muore. Entro tale data era compiuto in gran parte anche il famoso studiolo, simile a quello del Palazzo di Urbino, rivestito di pannelli. Queste ultime, smontate per volere di Vittoria, ultima discendente dei Montefeltro migrarono prima a Firenze e poi in collezioni straniere. Gli apparati lignei furono venduti nel 1874 al principe Massimo Lancellotti e poi al Metropolitan Museum di New York, dove giunsero nel 1939.

Nel 2009 è stata sistemata nel Palazzo Ducale una pregevole replica. Nelle sale interne, corredate ancora di alcuni originari arredi, è esposta un’interessante raccolta di opere pittoriche che illustrano le principali fasi evolutive della pittura eugubina tra XIII e XVIII secolo.

5) Basilica di Sant’Ubaldo

La basilica di Sant’Ubaldo risale al 1513 ma ha origini molto più antiche, poiché è stata edificata là dove sorgeva una chiesa preesistente.

L’esterno è sobrio ed imponente al tempo stesso. Il portale d’accesso all’intero complesso vi porta in un ampio chiostro in laterizi, con arcate e volte nelle cui lunette si trovano i resti di affreschi cinquecenteschi. I pilastri accanto all’ingresso della chiesa hanno un basamento in marmo, con alcuni dipinti raffiguranti gli stemmi dei Montefeltro, del comune di Gubbio e il Cristogramma.

Si accede invece alla chiesa attraverso cinque porte. Di particolare pregio sono le tre porte centrali in pietra serena scolpita, che presentano ancora i battenti originali in legno intagliato. L’interno della chiesa è a sua volta suddiviso in cinque navate. Predomina alla vista la visione dell’altare maggiore realizzato nel 1884, in stile neogotico con decorazioni in mosaico. Se alzate lo sguardo una volta entrati, al di sopra dell’altare noterete le otto piccole statue raffiguranti i santi legati alla città. Al di sopra, è posta l’urna in cui è custodito il corpo intatto di sant’Ubaldo.

Le belle vetrate presenti nella chiesa raffigurano racconti legati alla vita stessa del santo, oltre a regalare a tutto l’ambiente un’illuminazione ottima. La particolare luce illumina alcuni dipinti databili tra il ‘500 e la seconda metà del ‘600.

Cosa mangiare a Gubbio

Sostanziosa, semplice ma con ingredienti di grande qualità: sono queste le caratteristiche delle cucina eugubina, in linea con la tradizione umbra.

I primi piatti sono quelli storici: zuppe di legumi (farro e lenticchie su tutto),tagliatelle e stringozzi con i sughi di carne e cacciagione. Tra i secondi prevalgono soprattutto i secondi piatti di carne e i salumi. Quando è il periodo giusto, nella cucina riempie gli odori, l’aroma forte e inconfondibile del tartufo bianco e nero, molto diffuso in Umbria e soprattutto nei dintorni di Gubbio. La torta al testo qui viene comunemente chiamata “crescia”. Un piatto fortemente eugubino è invece il Friccò.

Il Friccò

Il friccò all’eugubina è un secondo piatto tipico della regione Umbria ed in particolare della città di Gubbio come suggerisce il nome stesso della ricetta. Si tratta di uno spezzatino di carni miste arricchito con erbe aromatiche, peperoncino a piacere e acciughe. Generalmente per realizzarlo si utilizzano pollo, coniglio e agnello ma potete prepararlo anche con un solo tipo di carne. Esistono anche versioni a base di anatra, oca, faraona o manzo, naturalmente in tal caso sarà necessario regolare diversamente i tempi di cottura. Questo spezzatino può essere anche preparato in bianco, ossia senza l’aggiunta di pomodoro, inoltre potete decidere di condire la carne con aceto di vino bianco in sostituzione del vino o utilizzarli entrambi. Il friccò all’eugubina viene tradizionalmente servito durante le festività natalizie o durante il pranzo della domenica e si accompagna con preparazioni tipiche umbre: la torta al testo o la crescia perfetti per raccogliere il sugo dello spezzatino.

Come arrivare a Gubbio in auto

DA NORD:
Autostrada del Sole A1 Milano-Napoli: si deve uscire ad Arezzo e proseguire in direzione Sansepolcro. A Sansepolcro s’imbocca la E45 fino ad Umbertide per poi deviare in direzione Gubbio.
Autostrada Adriatica A14: si esce a Fano e s’imbocca prima la SS-73BIS / E78 e poi la SP-3 in direzione Gubbio.
Superstrada E45: si percorre fino all’altezza di Umbertide per poi deviare in direzione di Gubbio.

DA SUD:
Autostrada del Sole A1: si esce a Orte e si prosegue lungo la superstrada E45 in direzione di Perugia. All’altezza di Bosco si esce in direzione Gubbio.
Autostrada Adriatica A14: uscita Ancona-Nord. Poi si prosegue per Jesi, Fabriano e da qui si raggiunge Gubbio.

Come arrivare a Gubbio in treno

 La stazione ferroviaria più vicina a Gubbio è Fossato di Vico, chiamata anche Fossato di Vico / Gubbio. Si trova a circa 20 km dalla città. Per raggiungere Gubbio è presente un servizio navetta dalla stazione che vi porterà nella città. Fossato di Vico ha un collegamento diretto con Ancona e Roma Termini. Da Ancona ci vogliono circa 1:15 ore, mentre da Roma ci vogliono 2:30 ore.

Come muoversi a Gubbio

 Gubbio è un gioiello da ammirare e conoscere a piedi. La città si estende su più livelli e così si può tranquillamente visitare sia la parte romana nella piana che la parte medioevale e del ducato nella parte alta della città. Bisogna passeggiare nei vicoli in salita, su per i gradini che conducono verso i principali monumenti della città. Diversi ascensori facilitano la salita e collegano le varie parti della città rendendo l’escursione meno faticosa. Un’altra soluzione potrebbe essere noleggiare un’auto elettrica e muoversi liberamente per la città. Infine, i mezzi pubblici A e B collegano in modo efficiente la città. Scegliete quello che vi aggrada di più, ma se percorrete l’itinerario a piedi, non vi perderete i minimi particolari.

Categories: Luoghi da visitare
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