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Settembre – Sagra Musicale Umbra

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06 - Apr - 2016

Sagra Musicale Umbra – Perugia

Ogni anno la Sagra Musicale Umbra è dedicata ad un tema specifico, attorno al quale si sviluppa il programma di musica classica proposto al pubblico. Programma ricco di concerti in vari luoghi della Regione Umbria. Dal 6 al 17 settembre.sagra_musicale_umbra

Ecco una sintesi della presentazione della 72esima edizione, estratto dal sito ufficiale (link a fondo pagina):

Il concerto di inaugurazione della Sagra Musicale Umbra vede il ritorno di Juraj Valčuha, un direttore che ha legato la sua presenza al Festival nelle ultime due edizioni, alla guida dell’Orchestra della NDR di Amburgo, oggi denominata Elbphilharmonie, dopo l’inaugurazione della splendida nuova sede, capolavoro dell’archittettura contemporanea. Al direttore e all’orchestra è stato chiesto di portare al Teatro Morlacchi la Sinfonia n. 5 «della Riforma» di Felix Mendelssohn, illustre figlio della città di Amburgo e promotore del riconoscimento di Johann Sebastian Bach come figura paterna della musica europea. Quella Sinfonia, oltre ad essere stata composta in omaggio a Lutero, ha la sostanza di un monumento musicale eretto allo spirito di Bach. L’opulento programma comprende inoltre due poemi sinfonici di Richard Strauss, Don Juan e Morte e trasfigurazione.

Il programma prende idealmente le mosse dal paesaggio musicale incontrato da Lutero nel suo celebre viaggio a Roma del 1511, ricostruito dal Concerto Romano di Alessandro Quarta nel programma destinato al fascino architettonico e acustico della Chiesa templare di San Bevignate. Da questo concerto, di significato altamente simbolico, parte un dialogo che si è cercato di stabilire in tutti gli appuntamenti in programma. Un dialogo fra le opere  musicali di creatori consegnati dalla Storia a due fronti contrapposti, entrambi nel nome di Cristo. Per esempio, nel Santuario della Madonna dei Miracoli a Castel Rigone si potrà ascoltare il simbolo stesso della polifonia controriformistica, la Missa Papae Marcelli di Palestrina, messa per la prima volta a confronto con l’elaborazione che Bach realizzò di un altro gioiello del Prenestino, la Missa sine nomine, la cui esecuzione è affidata alla perfezione esecutiva dell’Ensemble Odecathon guidato da Paolo da Col, che per l’elaborazione bachiana si unisce all’ensemble di cornetti e tromboni Nova Alta.

Altro momento esecutivo esemplare è quello che la Sagra consegna alla Chiesa perugina intitolata a San Filippo Neri (il creatore dell’Oratorio), dove l’autorevolezza interpretativa di cui è capace l’Ensemble vocale e strumentale La Nuova Musica guidata da David Bates, metterà a confronto due capolavori nati alla metà del Seicento, l’uno nella Roma della Confraternita del Crocifisso, l’Historia sacra del Jefte di Carissimi, l’altro nella Germania protestante straziata dalla Guerra dei Trent’anni, le commoventi Musikalische Exequien del massimo compositore tedesco del XVII secolo, Heinrich Schütz, l’autentico creatore di quella civiltà musicale che culmina in Johann Sebastian Bach.

È Bach che la Sagra assume come punto supremo di riconciliazione artistica della cultura europea. L’esecuzione delle quattro Messe brevi, sul testo latino dell’Ordinarium, vuole essere un esempio della visione ecumenica che da quella musica scaturisce. Nella Basilica di San Pietro a Perugia, la Kölner Akademie diretta da Alexander Willens si farà carico di rivelare al pubblico italiano questi quattro capolavori, così strettamente imparentati alla sintesi finale della Messa in si minore, così come, nel concerto finale del Festival, l’Estonian Philharmonic Chamber Choir, guidato da Filippo Maria Bressan e unito all’Orchestra da camera di Perugia, darà vita al glorioso Magnificat, l’altra folgorante pagina di Bach composta sul testo latino, e quindi condivisa fra le due confessioni, nel comune senso di appartenenza alla famiglia cristiana. In questo concerto, che nella Basilica Superiore di San Francesco in Assisi sigilla il percorso della Sagra Musicale, figura in programma anche la Berliner Messe di Arvo Pärt, l’autore che con Bach condivide una particolare frequenza nei programmi di questa edizione. L’opera, nata nel 1990 e destinata alla capitale di una Germania appena riunificata dopo decenni di tragica divisione, è un altro simbolo potente del messaggio umanistico che il Festival affida al suo programma, osservando la sua missione di offrire alla comunità il balsamo della musica dello spirito nei luoghi dello spirito, soprattutto ora che quei luoghi portano i segni dolorosi prodotti dalla violenza degli elementi. L’Estonian Philharmonic Chamber Choir è da sempre l’interprete di riferimento della musica corale di Arvo Pärt, in qualche modo la sua voce ‘autentica’.

La composizione che dà alla Sagra il suo emblema, Fratres di Arvo Pärt, è affidata all’arte di un interprete intensissimo quale Hugo Ticciati, che fu la rivelazione del Festival 2016. Insieme ai musicisti di O/Modernt, il Festival svedese promosso dallo stesso Ticciati, la commovente pagina di Pärt sarà presentata al pubblico nello splendore artistico del Santuario di Mongiovino a Panicale, uno dei più preziosi scrigni d’arte dell’Umbria. Là Ticciati esplorerà in una sua personale rielaborazione la Ciaccona per violino solo di Bach cavandone i corali nascosti in collaborazione col clarinettista Christoffer Sundqvist, prima di immergersi con i suoi colleghi nelle visioni del Quatuor pour la fin du temps di Olivier Messiaen, il lavoro nato durante la Seconda Guerra Mondiale in un campo di concentramento, sublime monito, atto di fede nella musica e fonte di speranza. A Ticciati è anche affidato un programma con l’Orchestra da camera di Perugia, che da qualche anno è il prezioso strumento produttivo del Festival. Ancora Arvo Pärt, con Silouan’s Song e Tabula rasa  illumina questo appuntamento musicale, destinato a dialogare con gli affreschi di Benozzo Gozzoli e Perugino nel Museo di San Francesco in Montefalco, insieme alle proposte contemporanee del Concerto grosso n. 1 del lettone Arturs Maskats (1957) e di Sogno di Stabat mater di Lera Auerbach, compositrice russa nata nel 1973. La partitura è un’originale elaborazione di materiali musicali provenienti dallo Stabat mater di Pergolesi, per violino, viola, vibrafono e orchestra d’archi, composta nel 2005. La proposta di musica del nostro tempo è da sempre una delle missioni del Festival, che nella sua storia è stata culla per tante importanti pagine di musica spirituale del Novecento, in prima esecuzione assoluta o in prima esecuzione per l’Italia. In questa edizione, la Sagra Musicale ha commissionato a Silvia Colasanti un nuovo lavoro, Celeste materna luce, destinato specificamente alla piccola Chiesa della Madonna della Villa, un piccolo santuario suburbano perugino posto sulla via francigena che raccoglie, con illustri testimoni di pittura trecentesca, la memoria della pietà popolare affidata a ex voto dipinti con le immagini di santi e sacre conversazioni, attorno all’immagine venerata di una Vergine di Pietro Lorenzetti. Il lavoro di Silvia Colasanti scaturisce dai versi di Mariangela Gualtieri, una delle maggiori voci della nostra letteratura, che sarà anche voce recitante di questa partitura ispirata alla devozione alla Madre di Cristo insieme al Quartetto dell’Orchestra da Camera di Perugia e a un percussionista.

L’altra personalità contemporanea a cui la Sagra dedica una specialissima attenzione è il norvegese Ola Gjeilo (1978), oggi fra i più autorevoli compositori di musica corale d’ispirazione spirituale.

Il Festival ha scelto la sua Sunrise Mass, affincata ad altri lavori sacri (Pulchra es amica mea, Ubi Charitas, Luminous Night of the Soul e O Magnum Mysterium) per portare una testimonianza di solidarietà fraterna e di balsamo artistico alla popolazione di Norcia, la città di San Benedetto che il sisma ha colpito con spaventosa veemenza. A questo luogo che irradiò col monachesimo la rinascita culturale e spirituale di tutta l’Europa medioevale la Sagra Musicale vuole indirizzare il messaggio di una nuova alba, col sole che sorge nella Messa di Gjeilo, intonata dalle voci del Coro Giovanile dell’Umbria istituito dall’ArcUm, dal Coro Canticum Novum sostenuto dalla Fondazione Cucinelli di Solomeo (in prima linea nell’impegno di ricostruzione della Basilica di Norcia) e dall’Orchestra da camera di Perugia, diretti da Fabio Ciofini. Un abbraccio dei musicisti umbri ai loro fratelli colpiti dalla violenza degli elementi.

Oltre al Coro Giovanile dell’Umbria, la Sagra Musicale ospita quest’anno anche il Choeur des Jeunes de France, nella Mezzanotte bianca dei cori che fa da preludio al Festival il 7 settembre e che inonderà di gruppi corali il centro storico di Perugia, con più di trenta eventi diffusi dal pomeriggio alla mezzanotte), il Coro Giovanile Italiano e l’Ensemble Libercantus.

Nell’Abbazia romanica di San Nicolò a San Gemini, Libercantus affiancherà il quartetto di sassofoni Signum (oggi uno dei complessi più innovativi e ammirati fra quelli usciti dall’ultima generazione) in un’originale rivisitazione delle melodie luterane originali, quei Lieder spirituali che hanno generato l’imponente repertorio dei corali, qui ripercorsi con spirito e strumenti contemporanei, intrecciandoli al gregoriano e alle armonizzazioni di Praetorius, Schütz e Bach. Il progetto Tesi e Suoni, ideato da Daniel Finkernagel e Peter Wesenauer per il Quartetto Signum in occasione del V Centenario della Riforma protestante, viene presentato in prima mondiale alla Sagra Musicale Umbra.

Qui il programma della Stagione: www.perugiamusicaclassica.com

Categories: Eventi
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