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25 - Giu - 2020

La tua esperienza cioccolatosa all’Hotel Giò!

Nonostante l’Etruscan Chocohotel non abbia ancora riaperto, abbiamo deciso di portare l’Etruscan Chocohotel dentro all’Hotel Giò Wine e Jazz Area!

Come?

Offrendo a tutti i Choco Lovers (anche a quelli che non sanno ancora di esserlo!) le esperienze più cioccolatose che offre l’Etruscan Chocohotel!

LA SUPER CHOCO COLAZIONE

Prenota la tua Super Choco-Colazione! Arricchisci la tua colazione a buffet con prodotti al cioccolato, golosissimi. Scopri di più

ASSAGGI DI CHOCO-MASSAGGI

Regalati una coccola tutta al cioccolato, grazie alla nostra esperta operatrice in tecniche Olistiche. Scopri di più

IL CHOCOSTORE

Puoi trovare un’ampia selezione di prodotti al cioccolato by Eurochocolate, approfittare di vantaggiose offerte valide per tutta l’estate, dal 10% su un’ampia selezione di prodotti al compri 3 paghi 1, e fare il pieno di cioccolato come se fossi all’Etruscan Chocohotel!

25 - Giu - 2020

Assaggi di Massaggi al Cioccolato

ASSAGGI DI MASSAGGI AL CIOCCOLATO

All’Hotel Giò Wine e Jazz Area, come all’Etruscan Chocohotel, è possibile regalarsi una coccola tutta al cioccolato, grazie alla nostra esperta operatrice in tecniche Olistiche.

Scopri tutti i trattamenti disponibili:

Trattamento “My Massage” –  Manovre del massaggio sportivo unite al massaggio Lomi Lomi e quello Californiano. Tonificare, drenare e rilassare il corpo.
30 minuti – 30,00 euro
50 minuti – 45,00 euro

Trattamento “Californiano” – Un trattamento eseguito con manovre lente, dolci e ampie. Favorisce la distensione del sistema nervoso, migliora il sonno e la respirazione.
45 minuti – 45,00 euro

Trattamento “Indian Head” – Le zone trattate sono la testa, il collo, il viso, la schiena, le spalle, le braccia, le mani e le dita. Attiva la circolazione linfatica e sanguigna, allevia problemi di raffreddore e sinusite.
30 minuti – 30,00 euro
60 minuti – 45,00 euro

Trattamento “Aromatico” – Un trattamento dolce che viene eseguito su corpo, viso e cuoio capelluto con pressioni lente e profonde, utilizzando oli essenziali miscelati con oli vettori. Allenta la tensione e porta la persona ad un equilibrio energetico.
45 minuti – 40,00 euro

Trattamento “Lomi Lomi” (Hawaiano) – Si utilizzano mani e avambracci eseguendo movimenti lunghi e ritmici, distendendo la muscolatura e sciogliendo le articolazioni. Ottimo per la circolazione, ma in particolare si prefigge di ristabilire un equilibrio fra corpo e spirito.
45 minuti – 45,00 euro

Trattamento “Thai” – Antica tecnica indiana volta a riequilibrare l’energia vitale e sciogliere le tensioni.
60 minuti – 60,00 euro

Trattamento “Thai Foot” – Favorisce l’eliminazione delle tossine dal piede e dall’organismo in generale e il rilassamento profondo, la tranquillità del corpo e della mente. Viene eseguito con un bastoncino appositamente creato per questo trattamento.
60 minuti – 45,00 euro

Trattamento “Berbero” – Immersione totale nel mondo arabo iniziando da uno scrub, fango e massaggio finale. I prodotti che vengono utilizzati sono tutti a base di Argan. Il trattamento è volto a pulire la pelle, rendendola più luminosa ed elastica.
70 minuti – 48,00 euro

Trattamento “Hot Stone” – Trattamento eseguito con pietre vulcaniche per il riequilibrio energetico e quello dei Chakra. Benefici per dolori muscolari, reumatici o artritici, mall di schiena, stress, insonnia.
60 minuti – 50,00 euro

Riflessologia Plantare – Tecnica eseguita sul piede con digitopressioni, seguendo una mappatura precisa donando benessere a tutto il corpo.
50 minuti – 45,00 euro

Rituale ai piedi – Trattamento creato dalla Operatrice eseguendo prima una lavanda ai piedi con acqua calda e olio essenziale (menta o lavanda o tea tree oil) e poi un massaggio al piede. Benefici per antisecchezza del piede, anti pesantezza delle gambe.
30 minuti – 30,00 euro

Trattamento con i Fiori di Bach – E’ un trattamento capace di veicolare l’efficacia dei fiori di Bach, irradiandone l’effetto ai livelli più profondi del corpo attraverso manovre semplici e dolci. I fiori di Bach sono scelti in base a specifiche esigenze di chi riceve il trattamento.
45 minuti – 45,00 euro

Trattamento “Sea Malay” – Conosciuto anche come “Massaggio delle Regine” (secondo una leggenda, veniva riservato alle principesse non scelte dal sovrano per la notte). Aumenta l’energie e la sensazione di benessere, riduce lo stress, aiuta la distensione e facilita il sonno.
50 minuti – 40,00 euro

Armassage – E’ un trattamento drenante e avvolgente, eseguito con l’avambraccio e con i gomiti.
45/50 minuti – 45,00 euro

Sportivo – E’ un trattamento per ridurre le tensioni articolari e muscolari, favorisce la preparazione per l’attività fisica.
40 minuti – 40,00 euro

Defaticante – E’ un trattamento per ridurre la stanchezza e la sensazione di pesantezza fisica, favorisce il drenaggio. I movimenti sono lenti e delicati.
30 minuti – 30,00 euro

25 - Giu - 2020

Super Choco-Colazione

AVVISO AI CHOCO LOVERS! 

Prenota la tua Super Choco-Colazione!

Arricchisci la tua colazione a buffet con la fonduta di cioccolato Perugina, la tagliata di frutta fresca e la torta al cioccolato by Eurochocolate. Goditi la cioccolatosissima colazione a tema e gustati la tua esperienza da Choco-Lover!

A soli 4,50 in più a persona, una colazione personalizzata direttamente al tavolo.

 

15 - Apr - 2020

Keep Calm and…cambia la data!

Hai prenotato la tua vacanza per i prossimi mesi, ma sei comprensibilmente indeciso a causa della situazione di incertezza dovuta all’epidemia Covid-19?

Siamo come sempre a disposizione per concordare insieme soluzioni che consentano di organizzare con serenità le vacanze, senza timore di dover incorrere in penalizzazioni se l’evolvere della situazione imponesse di cambiare il proprio programma di viaggio. Consigliamo quindi a chi ha già prenotato di contattarci per capire insieme come riprogrammare la tua vacanza, senza perdere eventuali caparre.

02 - Mar - 2020

#HotelGioNonSiFerma

#HotelGioNonSiFerma

Aiutaci a debellare la paura, condividi il nostro video!

Sulla scia dell’hashtag lanciato nei giorni scorsi, #MilanoNonSiFerma, per cercare di debellare la paura che sembra aver paralizzato un’intera Nazione, anche negli alberghi a tema Jazz, Vino e Cioccolato di Perugia si è pensato ad un hashtag che possa sensibilizzare l’opinione pubblica.

“Non vogliamo piegarci agli allarmismi e alla psicosi” afferma Valeria Guarducci, titolare di Hotel Giò Wine e Jazz Area ed Etruscan Chocohotel “ed è per questo che, insieme ai miei collaboratori abbiamo deciso di lanciare questi hashtag #HotelGioNonSiFerma e #ChocohotelNonSiFerma, invitando i nostri colleghi del settore ricettivo e della ristorazione a fare altrettanto. Abbiamo superato la crisi del terremoto del 2016, che tra l’altro qui a Perugia non ha fatto cadere neanche una tegola, e non sarà certo il Coronavirus a metterci in ginocchio, né tantomeno la speculazione mediatica.

Lanciamo altresì un appello al nostro sindaco, Andrea Romizi: quel video #MilanoNonSiFerma è emozionale e racconta la voglia di reagire della popolazione tutta, perché non realizzare un video con #PerugiaNonSiFerma, alla stregua di tante altre città italiane?

Siamo consapevoli che non saranno né un hashtag né il video ad esso collegato a debellare questo virus, ma servirà almeno a debellare la paura, a ridare speranza alle persone, a far vedere al mondo intero che noi tutti operatori del Turismo non ci fermiamo  ma anzi, ripartiamo  ancora più combattivi aprendo le nostre porte  ai viaggiatori, dunque vi aspettiamo a Perugia, perché Perugia non si ferma!”

03 - Ott - 2019

Food & Jazz dal Vino, la quarta stagione

Food & Jazz dal Vino, la quarta stagione

Una quarta stagione che si preannuncia ricca di novità e appuntamenti imperdibili! 13 nuovi concerti #FJDV nel cartellone della stagione 2018-2019, curato dall’Associazione Culturale Perugia Big Band: si punta sui Giovani Talenti e le Eccellenze del Territorio.

 

FOOD & JAZZ DAL VINO, PER SAPERNE DI PIU’
“Food & Jazz dal Vino”, riparte in quarta la nuova stagione!

Una quarta stagione che si preannuncia ricca di novità e appuntamenti imperdibili! 13 nuovi concerti #FJDV nel cartellone della stagione 2018-2019, curato dall’Associazione Culturale Perugia BigBand: si punta sui Giovani Talenti e le Eccellenze del Territorio.

Food & Jazz dal Vino è basata sulla rodata formula delle Jazz Dinner (con i concerti che seguono cene placée e degustazioni eno-gastronomiche): è una miscela gradevole che accosta e fonde il sentire personale e l’improvvisazione nelle esibizioni dei musicisti jazz ai sentori, i bouquet e gli aromi dei vini di importanti cantine partner e dei gustosi piatti in abbinamento. Una sapiente cucina di territorio, che lo Staff dell’Hotel Giò guidato da Salvatore De Iaco sceglie di valorizzare prediligendo sfiziose ricette umbre ma non disdegnando neppure qualche citazione dotta da fuori Regione.

Prende il via quest’anno un vero e proprio viaggio tra le eccellenze enologiche e artistiche dell’Umbria: #bottigliedautore. 

#bottigliedautore è un progetto di respiro regionale, che potenzialmente può essere esso stesso un tassello della promozione del nostro territorio, più nello specifico dei suoi prodotti vitivinicoli e dei suoi artisti, attraverso bottiglie da collezionare , che nel tempo potranno incrementare il loro valore.
I 12 Artisti che hanno partecipato a “Assaggi d’Autore”, nella stagione 2017/2018 , hanno creato un’opera dedicata a questa nuova Stagione mentre le 12 Cantine invitate a partecipare al progetto hanno stampato un numero limitato di etichette, numerate, firmate in originale dall’Artista prescelto, che andranno a vestire altrettante bottiglie.

I nostri sponsor:

 

Per prenotazioni e informazioni:
335 5630354 – 075 5731100

 

Ecco il programma completo:

 

24 - Set - 2019

L’Umbria e i suoi paesaggi – esposizione permanente

Il progetto “l’Umbria e i suoi paesaggi” prosegue, a marzo, con l’artista Donatella Marinucci e la sua personale interpretazione di un Paesaggio Umbro. L’obiettivo del progetto è quello di esaltare la bellezza del territorio, attraverso le opere d’arte che celebrano la straordinaria varietà di borghi e bellezze naturali come soggetto principale.

Valeria Guarducci, titolare, immagina la Hall del suo Hotel come una “porta di ingresso” per ogni turista che, passando attraverso di essa, conosce e apprezza la bellezza dell’Umbria attraverso opere pittoriche. Non solo turisti, ma anche i perugini possono stabilire un contatto sensoriale con essa, attraverso l’espressione di artisti umbri o comunque profondamente legati a questa terra.

“Donatella Marinucci è un’artista che ben conosciamo, qui all’Hotel Giò” afferma Valeria Guarducci “Già protagonista di passati eventi all’interno della rassegna Food & Jazz dal Vino, e prossima protagonista all’evento del 14 marzo, Donatella stavolta ci regala una visione onirica di un ideale Paesaggio Umbro, colorato ma al contempo etereo, fissato nella memoria per sempre, come in un sogno.”

L’Hotel Giò Wine e Jazz Area ospiterà dal 1 al 31 marzo l’opera dell’artista Donatella Marinucci “Paesaggio Umbro”

Donatella Marinucci nasce a Roma. Frequenta l’Accademia Svizzere delle arti decorative.
I materiali con cui ha realizzato la sua ricerca, sono stati: creta, legno, pietra, bronzo e il cemento tecnico. La produzione artistica di Donatella Marinucci attinge dalle sue emozioni più profonde dei periodi della sua vita, trasferendole nella materia, dando consistenza ai fantasmi dell’interiorità. Ha partecipato a numerose mostre in Italia e all’estero.

Il quadro sarà visibile tutti i giorni a qualsiasi ora per tutto il mese di marzo, e l’Artista Marinucci incontrerà appassionati e curiosi il 7 marzo alle 18 all’Hotel Giò Wine e Jazz Area, seguirà Vin D’Honneur.

 

17 - Set - 2019

Spoleto

Spoleto: cosa vedere

Spoleto si estende sul colle Sant’Elia, ai piedi del bosco sacro di Monteluco. Straordinariamente ricca d’arte di ogni epoca e protagonista di eventi prestigiosi, come il Festival dei Due Mondi. Spoleto è tra le città simbolo della cultura internazionale.

Importante centro fortificato degli Umbri, fu colonia romana e poi municipio. Dopo la caduta dell’Impero Romano fu presidiata prima da Teodorico, re dei Visigoti, e poi dai bizantini.

Nel periodo altomedievale fu capitale del Ducato longobardo. Nel 1155 fu conquistata e distrutta da Federico Barbarossa e, dopo una serie di lotte tra guelfi e ghibellini, fu riconquistata dal Cardinale Albornoz che la assicurò alla Chiesa e ne fece un importante centro dello Stato Pontificio.

Il centro storico, accanto a evidenti influssi di epoca romana, mantiene intatta la struttura di epoca medievale. Alle più antiche origini di Spoleto appartengono l’Arco di Druso e Germanico, arco romano che introduceva al foro, il teatro romano e la basilica di San Salvatore, un interessante monumento di origini paleocristiane, patrimonio mondiale dell’UNESCO.

I maggiori monumenti cittadini sono il Duomo, la Rocca Albornoziana, il Ponte delle Torri e il Teatro Romano. Ecco a voi una breve spiegazione di ciascuno di essi:

1) Il Duomo

Il Duomo di Spoleto è uno dei più begli esempi di stile romanico italiano e rappresenta un vero e proprio simbolo della città.

Il Duomo, o Chiesa di Santa Maria Assunta, ha origini molto antiche in quanto venne costruita tra il 1151 e il 1227. La piazza così come la conosciamo oggi prese la sua fisionomia tipica solo nel secolo successivo, quando vennero demoliti una serie di antichi palazzi che occupavano quegli spazi.

Il Duomo venne edificato nel luogo in cui sorgeva un edificio di culto più antico, distrutto qualche decennio prima da Federico Barbarossa.

Consacrato da Papa Innocenzo III nel 1198, il Duomo fu interessato da interventi e modifiche successive ancora per molti secoli. Se l’edificazione si concluse a metà del XIII secolo, abbiamo già detto che la piazza assunse la sua fisionomia attuale a metà del XIV secolo.

Nel corso del 1600, la chiesa fu interessata dal rifacimento degli ambienti interni in stile barocco. L’impianto del duomo stesso andò ad essere completamente rinnovato, con la ricostruzione della navata centrale e di quelle laterali, dell’altare maggiore e di quelli dei transetti.

Nell’alto della facciata a capanna, ornata di rosoni e arcate ogivali cieche, fra i simboli dei quattro evangelisti spicca il grande mosaico bizantineggiante del 1207 il quale raffigura Cristo tra la Vergine Maria e S. Giovanni.

L’interno si presenta a croce latina e a tre navate su pilastri. Da quelle laterali, si aprono varie cappelle che vennero aggiunte solo alla fine del XVIII secolo.

Tra le tante opere di grande pregio artistico del Duomo, troviamo: un affresco con Madonna e Santi di Pinturicchio, il busto in bronzo di Urbano VIII del Bernini, la tomba del pittore Filippo Lippi;

Inoltre, nella Cappella delle Reliquie situata al termine della navata di sinistra, si trova una delle reliquie più preziose legate alla vita di San Francesco di Assisi.

2) La Rocca Albornoziana

 La rocca di Spoleto si erge sulla sommità del colle Sant’Elia, fu edificata dal 1359, per volontà di Papa Innocenzo VI che intendeva ristabilire l’autorità del Pontefice nei suoi territori.

La fortezza prende il nome dal potente Cardinale spagnolo Albornoz, che incaricò la costruzione della Rocca nel 1359. A nord si trova la corte delle Armi, destinata a funzioni militari, a sud la corte d’Onore, con funzioni residenziali e di rappresentanza.
Fino alla metà del Settecento la rocca ospitò i governatori pontifici ed i maggiori personaggi dell’epoca. Nel corso del XVI e XVII secolo ci fu una fase di profondo declino poiché i governatori preferirono trasferirsi all’interno della città e iniziarono le prime manomissioni alla struttura originaria. Nel 1817 divenne sede carceraria ma perdurò fino al 1983, dopo la quale, fortunatamente, fu oggetto di un importante restauro che l’ha riportata agli antichi splendori.
Il restauro ha messo in luce numerose testimonianze pittoriche dal tardo Trecento al Settecento. All’interno della torre maestra trovi la Camera pinta, affrescata tra il 1392 ed il 1416 con scene di argomento cortese e cavalleresco.
Al centro del cortile si trova un pozzo rinascimentale fiancheggiato da due pilastri con mensole, sull’architrave è scolpito lo stemma di papa Niccolò V.
Dai viali che la lambiscono, potrai godere di una splendida visuale su Spoleto, la parte meridionale della Valle Umbra.
Oltre che valenza storica la rocca ha anche una valenza culturale. Infatti all’interno si trova il museo nazionale del Ducato di Spoleto, costituito da materiali provenienti dalle collezioni civiche.

3) Il Ponte delle Torri

 Il suggestivo Ponte delle Torri di Spoleto è una mastodontica opera a dieci arcate che fa da raccordo tra il Colle Sant’Elia e Monteluco. Si tratta di un ponte che ha una lunghezza di 236 metri e un’altezza di circa 90 metri.

L’attraversamento è costituito da una strada ed un canale dell’acqua, sorrette da arcate di pietra. Vi si giunge attraverso una lunga passeggiata panoramica intorno alla Rocca Albornoz di Spoleto, collocata sulla sommità del colle sovrastante.

Sulla datazione esatta della costruzione del ponte non c’è ancora chiarezza, sono in molti a considerare la sua datazione più probabile nel XIV secolo.

È a quell’epoca che il cardinale Albornoz intraprende le sue opere di costruzione. Tuttavia, però, le sue caratteristiche piuttosto tardo-medievali, la sua origine sicuramente anteriore al XIII secolo e l’assenza dei simboli riconducibili al cardinale lungo la costruzione, sembrano propendere per la tesi dell’antecedenza del ponte rispetto all’epoca di Albornoz.

La sua denominazione “Ponte delle Torri” deriva dal latino “pons inter torres”. Tale appellativo gli venne attribuito intorno al XVIII a causa delle due torri che ne sorvegliavano i lati, l’una sul Fortilizio dei Mulini, l’altra in prossimità della Rocca Albornoziana.

Il ponte ha una posizione strategica non indifferente, dominando una vasta area ed essendo collegato alla Rocca e offre una veduta panoramica molto apprezzata, che si apre su una delle zone più verdi e inalterate della zona pre-appenninica a ridosso di Spoleto.

Attraversando il ponte si possono visitare il Fortilizio dei Mulini e la Basilica di San Pietro, oltre ad ammirare la magnifica Rocca Albornoz.

4) Il Teatro Romano

 Il Teatro Romano fu costruito nella seconda metà del I secolo a.C. all’interno della cinta muraria e rimase in uso fino al IV secolo, subendo trasformazioni e restauri. In epoca romana si aprì una profonda spaccatura nella gradinata, forse a causa di un terremoto. Nel 1320 quattrocento Guelfi furono rinchiusi e dopo due anni uccisi, nei corridoi del teatro, usati come carcere. Nel 1395 si insediarono le monache Benedettine e il teatro, ormai interrato, divenne il chiostro del monastero.

Il teatro è edificato su un grande terrazzamento artificiale ed ha un diametro di circa 70 metri, delimitato da un ambulacro semicircolare coperto con volta a botte; da questo si accede, attraverso tre ingressi, alla cavea, sulle cui gradinate occupavano posto gli spettatori.

L’orchestra è lo spazio semicircolare centrale che nei teatri romani era destinato a platea per gli spettatori di riguardo. Quest’area conserva ancora alcune delle lastre di marmo policrome risalenti al IV secolo e provenienti da varie province dell’Impero.

Oggi il Teatro è inserito nel complesso che ospita il Museo Archeologico Statale ed è ancora utilizzato per spettacoli e rappresentazioni varie. Nel periodo estivo, soprattutto in occasione del Festival dei Due Mondi, il Teatro Romano torna alla sua funzione originaria, ospitando spettacoli di teatro e danza.

Cosa mangiare a Spoleto

Tra i ricchissimi piatti della tradizione umbra, tutti presenti nella cucina spoletina, vi è uno che spicca tra tutti: le tagliatelle al tartufo nero.

Le tagliatelle al tartufo sono l’ideale per un primo piatto prelibato e raffinato che delizia i palati più esigenti, grazie all’aroma e al gusto unico del tartufo, fungo sotterraneo pregiato molto amato dagli intenditori. Una pietanza che si prepara in modo semplice e con pochi ingredienti, utilizzando come materia prima il tartufo nero, accuratamente selezionato, la componente principale di questo piatto pregiato.

Il tartufo ha un sapore e un odore molto forte e particolare, per questo motivo questo piatto non è per tutti ma solamente per i palati più raffinati.

Come arrivare a Spoleto in auto

DA NORD: autostrada del Sole A1 (Milano – Napoli), uscire a Valdichiana e prendere poi l’E45 fino all’uscita Spoleto.

DA SUD: autostrada del Sole A1 in direzione Firenze, uscire a Orte, prendere l’E45 in direzione Terni-Perugia-Cesena e uscire a Spoleto.

Arrivando in automobile potrai lasciare la tua vettura in uno dei parcheggi ben segnalati e decidere se iniziare la visita dal basso, o dall’alto della Rocca Albornoziana utilizzando gli ascensori che ti porteranno in cima.

Come arrivare a Spoleto in treno

DA NORD: occorre raggiungere Perugia Ponte San Giovanni e poi la Ferrovia Centrale Umbra per Spoleto.

DA SUD: raggiungere prima in treno Terni e poi prendere la tratta Terni – Spoleto. Per organizzarti ti suggerisco comunque di utilizzare il servizio Viaggia Treno di Trenitalia.

L’aeroporto più vicino a Spoleto è quello di Perugia (circa 35 km), servito però da poche compagnie aeree, altrimenti c’è quello di Firenze che dista 140 km.

Come muoversi a Spoleto

Il centro storico è visitabile tranquillamente a piedi attraverso un sistema di scale mobili che collega i principali parcheggi (Posterna, Ponzianina e Spoletosfera) della città con le vie del centro.

Se rimanete qualche giorno a Spoleto, è più conveniente usare la Spoleto Card che vi consentirà di entrare gratis in 7 musei diversi per 7 giorni usando gratis i mezzi pubblici (linee A, B, C, AC, D, F, G, ML), la navetta che gira per il centro e le circolari. Questa card costa €9.50 e si acquista direttamente nei musei o all’ufficio informazioni turistiche situato in piazza delle libertà.

In alternativa, il servizio Taxi è disponibile h24 ogni giorno

17 - Set - 2019

Spello

Spello: cosa vedere

Allungato su uno sperone del Monte Subasio, il placido borgo umbro di Spello si presenta al visitatore con le sue case colorate di rosa ed è uno dei borghi più belli d’Italia. Tra i suoi vicoli acciottolati e nelle chiese affrescate, Spello conserva i segni della sua lunga storia: romana, longobarda, di papi e signori. Numerosi sono i resti di epoca romana quando Spello era “splendidissima colonia Julia”, come recita un cartello posto sulla facciata del Portonaccio. Di questi secoli di splendore oggi ci restano le mura fortificate romane meglio conservate d’Italia, 3 magnifiche porte di ingresso al borgo, il fitto reticolo di stradine che da maggio a luglio diventano palcoscenico fiorito e raggiungono il culmine con l’Infiorata. Poi c’è il Pinturicchio: il suo passaggio a Spello ci ha lasciato molti capolavori. Prima di tutto la Cappella Baglioni, poi la pala d’altare con la Madonna col bambino in trono nella Chiesa di Sant’Andrea. Dalla Chiesa di Santa Maria Maggiore alle 3 Porte, passando per l’Infiorata, ecco a voi le principali attrazioni di questo meraviglioso borgo:

1) La Chiesa di Santa Maria Maggiore

Fondata nell’XI-XII, la chiesa di S. Maria Maggiore presenta una facciata risalente al 1644 realizzata in occasione dell’ampliamento dell’edificio. Da notare l’architrave, gli stipiti con bel fregio e girali d’acanto del portale.

La chiesa è a croce latina e presenta una navata con copertura a crociera. Nella seconda metà del XVII è stata corredata di ben sette altari e di una ricca decorazione a stucco, sopra i quali ci sono numerose opere.
Lungo la parete sinistra si apre la Cappella Baglioni, commissionata nel 1500 da Troilo Baglioni al Pinturicchio. Il  pavimento è ricco di decorazioni maiolicate di Deruta del.

La cappella è interamente decorata ad affresco dall’artista.
L’altare maggiore è coperto dal ciborio in pietra caciolfa. Nei tondi ci sono otto teste in terracotta raffiguranti antiche divinità. Ai pilastri che fiancheggiano l’abside, sono presenti due opere del Perugino, a sinistra “Pietà, San Giovanni Evangelista, e la Maddalena” e a destra “ Madonna con Bambino, Santa Caterina d’Alessandria e San Biagio”.

2) Le tre Porte romane

Spello ha la cinta muraria di origine romana meglio conservata d’Italia. In questa cinta si aprono diverse porte, delle quali 3 hanno particolare rilevanza. La prima è la Porta Consolare, con tre ingressi, tre statue funerarie e una torre con in cima un ulivo, simbolo del prodotto locale più famoso. Poi c’è la Porta Venere con le Torri di Propezio. Porta Venere era la principale porta d’ingresso a Spello: prende il nome dal ritrovamento di un busto di Venere nel vicino tempio di Fidelia. La porta ha tre archi con ai lati due torri recentemente restaurate e visitabili. La terza invece è la Porta Urbica, alla quale sono legate alcune leggende. La più famosa è forse quella legata al paladino Orlando (tenuto prigioniero in uno stanzone attiguo a Porta Venere) e ai “singolari” simboli presenti sul muro di destra della Porta Urbica da cui si ricaverebbero elementi riconducibili alla sua prestanza. Discordanti però le interpretazioni di quei segni: per alcuni, l’incavo nel muro sarebbe stato prodotto dal veemente cavaliere nell’atto di fare pipì, per altri invece, indicherebbe l’altezza del suo ginocchio.

3) I vicoli fioriti

Se avete mai visto una foto di Spello, probabilmente ritraeva un vicolo o un balconcino fiorito.

Spello ha una grande tradizione nell’uso dei fiori per abbellire che raggiunge il suo culmine con l’Infiorata che si tiene ogni maggio. A giugno e luglio, poi, tutto il borgo entra in competizione per la manifestazione “Finestre, Balconi e Vicoli fioriti” in cui gli abitanti si sfidano ad abbellire con i fiori balconi, vicoli e angoli del borgo. Il risultato è meraviglioso, con angoli davvero suggestivi, profumati e pieni di colore. Una vera delizia per i turisti che in quei giorni passano da Spello.

4) L’Infiorata

L’Infiorata è la manifestazione storico-religiosa che si rinnova ogni anno nel giorno del Corpus Domini (nona domenica dopo la Pasqua). Secondo un’antica tradizione, al fine di onorare il passaggio del Corpo di Cristo portato in processione dal vescovo, le vie e le piazze Spello si riempiono di tappeti e quadri floreali susseguendosi in un lungo percorso di circa 1,5 km.  E’ nella notte che precede la festa religiosa che gli abili infioratori realizzano le loro straordinarie composizioni floreali, sotto gli occhi dei cittadini di Spello che scendono in strada per vedere come quelle opere d’arte prendono forma in un clima di grande allegria e coinvolgimento. Con il tempo l’Infiorata è diventata anche una gara: la domenica mattina, prima della processione, una giuria giudica e premia la migliore infiorata.

Cosa mangiare a Spello

Spello è una delle tante “città dell’olio” umbre. Gli ulivi che crescono a Spello e nei dintorni forniscono uno dei migliori oli extravergine del mondo, che è quindi uno degli ingredienti sempre presenti nei piatti di Spello. La cucina locale è quella classica umbra basata su carni e prodotti contadini: bruschette all’olio o al tartufo, paste caserecce condite con tartufo, lepre e cinghiale. L’Umbria è terra di salumi, eccellenti anche grazie alla vicinanza a Norcia. Molte ricette della tradizione hanno come ingrediente principale i legumi. Ma la vera specialità di questo paesino sono i legumi: i Ceci di Spello (dal seme piccolo e liscio) sono famosi nel mondo, come la risina (una varietà di fagiolo piccolo e bianco dal sapore delicato), e la cicerchia (leguminosa simile ai ceci), tutti protagonisti di gustose zuppe, fresche insalate e stuzzicanti bruschette. Per i vini, indichiamo solo alcuni nomi: Sagrantino di Montefalco, Montefalco rosso, il Grechetto e l’Assisi Doc.

Come arrivare a Spello in auto

da Roma: prendere l’Autostrada A1 nord, in direzione Firenze, uscire a Orte. Prendere la superstrada in direzione Terni e Spoleto. A Foligno, proseguire in direzione Perugia, Cesena. Quando si arriva da nord, seguire la strada per Perugia, poi prendere superstrada per Assisi e Foligno. Spello è l’ultima uscita prima di Foligno.

da Firenze: Autostrada del Sole A1, uscita Valdichiana, prendere la S.S.75bis che costeggia il lago Trasimeno, superata la città di Perugia proseguire in direzione di Foligno, uscita di Spello, seguire le indicazioni per Spello

da Cesena: percorrere la superstrada E45 in direzione Perugia, al bivio di Collestrada proseguire in direzione di Foligno, uscita di Spello, seguire le indicazioni per Spello

Tempi medi di percorrenza:

Ancona – Spello:     1h 50m    – 130 km

Firenze – Spello:     1h 55m    – 180 km

Roma – Spello:        2h 10m    – 175 km

Napoli – Spello:      3h 40m    – 365 km

Milano – Spello:     4h 45m    – 480 km

Come arrivare a Spello in treno

Linea ferroviaria Foligno-Firenze, scendere a Spello. Tutti i treni locali provenienti da Perugia e Foligno si fermano a Spello. I treni a lunga percorrenza da Firenze e Roma a volte si fermano a Spello (controllare gli orari).

Tempi medi di percorrenza:

Ancona – Spello: 2h 00m – 2h 30m

Firenze – Spello: 2h 20m – 2h 40m

Roma – Spello: 2h 00m – 2h 15m

Napoli – Spello: 4h 00m – 4h 15m

Milano – Spello: 5h 40m – 5h 50m

Come muoversi a Spello

Vi proporranno auto, biciclette e persino scooter, ma l’unico modo per vedere bene l’incantevole Spello è a piedi. Girovagando per i vicoli stretti e caratteristici di questa piccola cittadina umbra si potrà davvero godere di tutte le sue peculiarità. Quindi la macchina lasciatela nel parcheggio ai piedi della collina e lasciatevi guidare fin su in cima tra scalette e splendidi vicoli.

17 - Set - 2019

Gubbio

Gubbio: cosa vedere

Gubbio, definita “città grigia“, ha questo soprannome certamente non per il fumo dell’inquinamento, che in questa zona è ai minimi livelli, né per il carattere poco socievole dei suoi abitanti, che invece sono affabili e cortesi, ma per il colore compatto e uniforme dei blocchi di calcare con cui è costruito questo splendido borgo. Gubbio è uno degli insediamenti umbri più antichi, nei secoli ha conservato gelosamente il suo aspetto medievale riflesso sia nella fisionomia degli edifici che nella struttura delle strade. La cittadina è formata da cinque vie parallele situate a diversi livelli e collegate tra loro da gradoni, vicoli e scale; può sembrare una struttura vagamente “labirintica” ma in realtà qui è veramente difficile perdersi.

Gubbio si trova nella parte nord-orientale dell’Umbria, ai piedi del monte Ingino, in provincia di Perugia. Venne fondata dagli antichi Umbri di cui resta memoria in un importantissimo manufatto, le Tavole Eugubine.

Nel 552 i Goti la distrussero e venne poi governata dai Bizantini, nel 592 e dai Longobardi nel 772.

Nell’XI secolo la città diventa un comune libero e inizia un periodo di estrema ricchezza e importanza culturale.

Nel XIV secolo venne posta sotto il dominio dei conti e dei duchi di Urbino. Raggiunse il massimo splendore nel XIV/XV secolo, periodo in cui si arricchì di monumenti e assunse il caratteristico impianto medievale che ancora oggi la caratterizza, grazie alla sua florida attività manifatturiera.

Attualmente è una delle città medievali più belle dell’Umbria e d’Italia grazie alla perfetta conservazione dei monumenti e dell’architettura romana e medievale, vestigia di un glorioso e secolare passato. Ora elenchiamo i monumenti principali:

1) Piazza Grande

Se avete mai visto una foto di Gubbio, probabilmente ritraeva l’armonioso complesso che include Piazza Grande, il Palazzo dei Consoli e quello Pretorio. Cuore pulsante della città, da questa straordinaria piazza si gode uno splendido panorama sulla valle.  Il luogo in cui sorge la piazza non è naturale, non esisteva prima del 1300 quando si decise di costruire un palazzo pubblico in un luogo vicino a tutti i quartieri, come segno di equilibrio e rispetto per le diverse anime della città. Per fare questo, si trasformò questa zona di Gubbio in una piazza “sospesa” che si sostiene con gli archi che si possono ammirare dalla parte bassa di Gubbio. Piazza Grande è il luogo più amato dagli eugubini e dai turisti: qui si vive la vita quotidiana e si svolgono le più importanti manifestazioni civili e religiose della cittadina umbra.

2) Palazzo dei Consoli e Palazzo Pretorio

Il Palazzo dei Consoli è il segno tangibile della potenza della Gubbio del 1300 e del nuovo progetto politico-istituzionale che la città perseguiva. Costruito proprio nel centro della città in modo da essere vicino a tutti i quartieri, il Palazzo dei Consoli domina Gubbio dall’alto dei sui 60 metri.

La facciata gotica  si apre verso la piazza con le sue 6 finestre, la loggia panoramica e il “campanone” che da secoli detta i tempi del borgo. L’interno è molto suggestivo, con la grande Sala dell’Arengo con volta a botte, la cappella palatina, gli affreschi e gli arredi del piano nobile in cui si riunivano i Consoli. Il Palazzo dei Consoli ha un primato storico: è stato il primo palazzo italiano ad avere l’acqua corrente, tubature e servizi igienici, come si può ancora vedere nel corridoio segreto. Oggi il palazzo ospita i Museo Civico di Gubbio con una pinacoteca, una bella collezione di ceramiche.

3) La Fontana dei Matti

Situata di fronte al Palazzo del Bargello, la Fontana dei matti prende l’appellativo dalla città di Gubbio, definita “città dei matti”Secondo un’antica tradizione, c’è la possibilità per un turista di prendere la “patente da matto”. Ma cosa deve fare un turista autonomo qualora volesse prendere questa patente?  Deve compiere tre giri di corsa intorno alla fontana e accettare di essere bagnato con l’acqua diventa cittadino di Gubbio con il titolo di “Matto onorario di Gubbio“, inteso come persona ironica e scherzosa.

Questo è un rito tradizionale che ha avuto origine a Gubbio nel 1880, con un documento nel quale si fa cenno alla patente, ovvero un’onorificenza rilasciata a chi dimostrava di avere i “requisiti” e vedeva per 3 volte consecutive la Festa dei Ceri. Da qui l’usanza di correre intorno alla fontana per 3 volte.

4) Palazzo Ducale

Nel 1384 Gubbio entra nei domini dei Montefeltro. Per la residenza di famiglia vengono scelti dei caseggiati che fronteggiano il duomo, nella parte più alta della città. È Federico a promuovere la ricostruzione del Palazzo in forme rinascimentali.

Unico esempio di architettura rinascimentale in una città prettamente medievale, il palazzo si distingue per la finezza architettonica e la ricercatezza delle decorazioni, specie nei capitelli, nelle mostre di porte e camini che si fregiano degli emblemi di Federico e della casata, consentendo così di circoscrivere il periodo di costruzione tra il 1474 – anno della sua nomina a duca – e il 1482, quando Federico muore. Entro tale data era compiuto in gran parte anche il famoso studiolo, simile a quello del Palazzo di Urbino, rivestito di pannelli. Queste ultime, smontate per volere di Vittoria, ultima discendente dei Montefeltro migrarono prima a Firenze e poi in collezioni straniere. Gli apparati lignei furono venduti nel 1874 al principe Massimo Lancellotti e poi al Metropolitan Museum di New York, dove giunsero nel 1939.

Nel 2009 è stata sistemata nel Palazzo Ducale una pregevole replica. Nelle sale interne, corredate ancora di alcuni originari arredi, è esposta un’interessante raccolta di opere pittoriche che illustrano le principali fasi evolutive della pittura eugubina tra XIII e XVIII secolo.

5) Basilica di Sant’Ubaldo

La basilica di Sant’Ubaldo risale al 1513 ma ha origini molto più antiche, poiché è stata edificata là dove sorgeva una chiesa preesistente.

L’esterno è sobrio ed imponente al tempo stesso. Il portale d’accesso all’intero complesso vi porta in un ampio chiostro in laterizi, con arcate e volte nelle cui lunette si trovano i resti di affreschi cinquecenteschi. I pilastri accanto all’ingresso della chiesa hanno un basamento in marmo, con alcuni dipinti raffiguranti gli stemmi dei Montefeltro, del comune di Gubbio e il Cristogramma.

Si accede invece alla chiesa attraverso cinque porte. Di particolare pregio sono le tre porte centrali in pietra serena scolpita, che presentano ancora i battenti originali in legno intagliato. L’interno della chiesa è a sua volta suddiviso in cinque navate. Predomina alla vista la visione dell’altare maggiore realizzato nel 1884, in stile neogotico con decorazioni in mosaico. Se alzate lo sguardo una volta entrati, al di sopra dell’altare noterete le otto piccole statue raffiguranti i santi legati alla città. Al di sopra, è posta l’urna in cui è custodito il corpo intatto di sant’Ubaldo.

Le belle vetrate presenti nella chiesa raffigurano racconti legati alla vita stessa del santo, oltre a regalare a tutto l’ambiente un’illuminazione ottima. La particolare luce illumina alcuni dipinti databili tra il ‘500 e la seconda metà del ‘600.

Cosa mangiare a Gubbio

Sostanziosa, semplice ma con ingredienti di grande qualità: sono queste le caratteristiche delle cucina eugubina, in linea con la tradizione umbra.

I primi piatti sono quelli storici: zuppe di legumi (farro e lenticchie su tutto),tagliatelle e stringozzi con i sughi di carne e cacciagione. Tra i secondi prevalgono soprattutto i secondi piatti di carne e i salumi. Quando è il periodo giusto, nella cucina riempie gli odori, l’aroma forte e inconfondibile del tartufo bianco e nero, molto diffuso in Umbria e soprattutto nei dintorni di Gubbio. La torta al testo qui viene comunemente chiamata “crescia”. Un piatto fortemente eugubino è invece il Friccò.

Il Friccò

Il friccò all’eugubina è un secondo piatto tipico della regione Umbria ed in particolare della città di Gubbio come suggerisce il nome stesso della ricetta. Si tratta di uno spezzatino di carni miste arricchito con erbe aromatiche, peperoncino a piacere e acciughe. Generalmente per realizzarlo si utilizzano pollo, coniglio e agnello ma potete prepararlo anche con un solo tipo di carne. Esistono anche versioni a base di anatra, oca, faraona o manzo, naturalmente in tal caso sarà necessario regolare diversamente i tempi di cottura. Questo spezzatino può essere anche preparato in bianco, ossia senza l’aggiunta di pomodoro, inoltre potete decidere di condire la carne con aceto di vino bianco in sostituzione del vino o utilizzarli entrambi. Il friccò all’eugubina viene tradizionalmente servito durante le festività natalizie o durante il pranzo della domenica e si accompagna con preparazioni tipiche umbre: la torta al testo o la crescia perfetti per raccogliere il sugo dello spezzatino.

Come arrivare a Gubbio in auto

DA NORD:
Autostrada del Sole A1 Milano-Napoli: si deve uscire ad Arezzo e proseguire in direzione Sansepolcro. A Sansepolcro s’imbocca la E45 fino ad Umbertide per poi deviare in direzione Gubbio.
Autostrada Adriatica A14: si esce a Fano e s’imbocca prima la SS-73BIS / E78 e poi la SP-3 in direzione Gubbio.
Superstrada E45: si percorre fino all’altezza di Umbertide per poi deviare in direzione di Gubbio.

DA SUD:
Autostrada del Sole A1: si esce a Orte e si prosegue lungo la superstrada E45 in direzione di Perugia. All’altezza di Bosco si esce in direzione Gubbio.
Autostrada Adriatica A14: uscita Ancona-Nord. Poi si prosegue per Jesi, Fabriano e da qui si raggiunge Gubbio.

Come arrivare a Gubbio in treno

 La stazione ferroviaria più vicina a Gubbio è Fossato di Vico, chiamata anche Fossato di Vico / Gubbio. Si trova a circa 20 km dalla città. Per raggiungere Gubbio è presente un servizio navetta dalla stazione che vi porterà nella città. Fossato di Vico ha un collegamento diretto con Ancona e Roma Termini. Da Ancona ci vogliono circa 1:15 ore, mentre da Roma ci vogliono 2:30 ore.

Come muoversi a Gubbio

 Gubbio è un gioiello da ammirare e conoscere a piedi. La città si estende su più livelli e così si può tranquillamente visitare sia la parte romana nella piana che la parte medioevale e del ducato nella parte alta della città. Bisogna passeggiare nei vicoli in salita, su per i gradini che conducono verso i principali monumenti della città. Diversi ascensori facilitano la salita e collegano le varie parti della città rendendo l’escursione meno faticosa. Un’altra soluzione potrebbe essere noleggiare un’auto elettrica e muoversi liberamente per la città. Infine, i mezzi pubblici A e B collegano in modo efficiente la città. Scegliete quello che vi aggrada di più, ma se percorrete l’itinerario a piedi, non vi perderete i minimi particolari.

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